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sto punto di sviluppo, cessa di cresce-re ; ma lo strato nuovamente formatoche riveste tutta la sua superficie, e cheper conseguenza ha la medesima altezzadi lui produce un secondo bottone , enon tarda ad innalzarsi con esso: questostrato, trasformato a suo tempo in conolegnoso, è presto ricoperto ed oltrepas-sato da un terzo strato. Un quarto vie-ne sopra questo, e serve di appoggio adun quinto. Si forma così una moltitu-dine di strali conici e concentrici, ladi cui base riposa sulla radice, e lacui altezza è tanto maggiore, quantoquesti strati sono più esterni. Essi allevolte continuano a depositarsi per ilcorso di più secoli, ed il vegetabile pro-viene allora a dimensioni prodigiose. Glialberi delle antiche foreste ne danno unnumero immenso di esempi, e questienormi vegetabili debbono essere anti-chi abitatori della terra, imperocché laloro origine si perde nella notte deitempi, e 1’ immaginazione osa appenacalcolare la durata. Chi ci dirà quantisecoli saranno passati prima che un bao-bab abbia acquistato 90 piedi di circon-ferenza ?
§. 3g. I rami hanno assolutamen-te la medesima organizzazione del fu-sto, i differenti strati del loro tessutoformano pure alcuni coni concentrici. Irami nascono all’ estremità dei raggi mi-dollari, e possono essere considerati co-me vegetabili che abbiano la radice po-sta in un suolo legnoso.
§. 4°- Le radici crescono come ilfusto, si ramificano come esso, e pre-sentano pure un certo numero di coniincastrati gli uni negli altri: esse hannoqualche relazione coi rami, ma ne dif-fsriscono per la proprietà di dividersic suddividersi in ramificazione che ten-dono al contrario ad allagarsi in lami-ne. La barba capillare forma il ferminedella divisione delle radici, le foglie for-
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man quello della divisione dei rami. Lasituazione di questi organi corrispondeperfettamente al fine che la natura sipropone. I filamenti moltiplicali che ter-minano le radici, immersi in un mezzoconsistente, e densi si introducono frale molecule della terra penetrano neipiccoli vuoti, e mediante alcuni tubi daiquali sono composti, succiano i fluidinecessari alla nutrizione del vegetabile,e le foglie sparse sui rami presentanoalla luce una gran superficie, traman-dando dai loro numerosi pori, alcunimiasmi nociva alla vegetazione, ed assor-bono certi vapori che aumentano la mas-sima parte dei fluidi nutritivi. Se da unaparte questo accordo ammirabile fra i bi-sogni del vegetabile e la natura de’ suoiorgani, si spiega agli occhi del filosofomoralista colle grandi considerazioni diordine e di generale armonia , dall' al-tra parte il naturalista studioso devepensare, che queste leggi della vegeta-zione sono subordinate a cause fisicheche sarebbe importante conoscere, e cheun giorno lo studio e 1 ’ esperienza po-tranno svelare all’ uomo.
g. 4 1 • Ma come accade che la na-tura dal centro sul quale immerge unaparte del vegetabile, modifichi questaparte sino al punto di far nascere nellasuperficie di lei, o alcune radici carichedi barbe, o alcuni rami coperti di fo-glie? Ecco la quistione che si tratta disciogliere, e intorno alla quale i natura-listi non hanno ancora alcun dato.
CAPO TERZO.
Parallelo fra gli alberi monocoti-ledoni e dicotiledoni.
§. 42. Si vede da tutto ciò cheprecede che vi è una gran differenza fragli alberi dicotiledoni e monocotiledo-ni: noi* stabiliremo un parallelo che