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Tomo terzo.
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§. 162. Per avere viali, stradoni,ccc., si adoprano il Castagno cT India,T Olmo, il Frassino , eoe.

Molto tempo prima di trapian-tare codesti alberi, si scavano fosse,o buche larghe e profonde in pro-porzione della grandezza degli alberiche vi si vorranno porre, e della distan-za a cui dovranno crescere uno dall 1 al-do, tenendo conto della terra scavala laprima e delle Zole, se ve ne hanno, co-me le migliori a ricoprir le radici. Pri-ma di mettere al posto questi alberi siaggiusteranno quelle delle loro radici chefìssero offese o che sembrassero troppospoglie di radicette e non ben atte aprodurle, cosicché nel complesso con-tornino regolarmente il tronco e riesca-no quanto più si può ad eguale altezzaIra loro, operando poi in modo che iltaglio riesca netto e diretto al basso.Dopio trapiantali gli alberi, si aggiusteràloro, con tagli opportuni, una piarle deirami, essendo p>iù o meno generosiquanto piiù o meno avremo esploriatedelle radici, affinchè quelli si trovinosempre in proporzione con queste. Que-gli alberi che apprendono difficilmente,come i Tassi , i Pini, si pianteranno inpani, e a conservar questi pani basteràpiantarli chiusi in ceste di vetrice.

§. i 05 . Le maggiori diligenze peròdebbono aversi pegli alberi fruttiferi.Infatti, bisogna scegliere un’ esposizioneche loro convenga; bisogna calcolaresecondo la loro natura, e la natura delterreno, la profondità a cui devono esserposti. Nei terreni leggeri e secchi, si pian-teranno gli alberi più in giù; nei forti,umidi e di poco fondo e sulle montagne,piiù r icini alla supicrlìcie. Sarà ben lattonei terreui ricchi c leggeri scavare al piie-de degli alberi a modo di calino la terral'cr raccogliervi lo acque atte a tenermorbillo le radici; al contrario, nei ter-reni umidi, si colmerà la terra pici l 1 cl-

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fello diverso. Gli alberi che devono mol-lo alzarsi, si pianteranno più profonda-mente; e in generale, quelli che vengo-no da paesi freddi debbono piiù profon-di collocarsi che non quelli provenientidal sud.

§. 164. Innestati nel posticcio, glialberi piossono essere atti a trapiantarsiun anno dopo, avvertendo pierò chequelli il 1 alto fusto, e quelli che si pian-tano attorno le vigne e nelle prateriedebbono avere il tronco vicino alle ra-dici da 7 a 8 cenlim. di diametro; quel-li di mezzo fusto, da 3 a 4 centim., queidi basso fusto, da circa 2 centim.

g. 16 5 . Il terreno sarà preparalo,conforme abbiam detto, pei viali, stra-doni , ecc.

g. 166. Avute queste avvertenze, sipianteranno gli alberi da frullo a dimo-ra coltivandoli poscia nel modo seguen-te. Si conserverà la chioma degli alberid’allo fusto tagliando i rami piiù fortial terzo occhio ; ma negli alberi da spal-liera si conserverà soltanto uno o duerami pier piarle piaralelli al piiano, secon-do il quale devono esser disposti, ri-serbandosi di mozzargli al terzo occhioalla metà di Febbraio. E circa le spal-liere, si piantino desse da 16 a 18 cenlim.lontane dal muro, e si fugga il diriger-vi contro le radici principali, ma sifaccia in modo che ve ne siano duegrosse, una opiposla all 1 altra, dirette pia-rallclamenle ad esso. Finalmente, si badia piiaulare questi alberi fruttiferi, gene-ralmente, un poco più profondi di quelclic lo erano nel posticcio.

SEZIONE SECONDA.

Educazione degli alberi deipaesi caldi.

g. 1G7. Gli alberi dei paesi caldiesigono necessariamente attenzioni piar-