A L B
semente nascere tra noi dell’ Arachide ,la quale cessa di vegetare nell’ epoca delgran calore, e cessato che sia, riprendela vegetazione, ma gli ovarii de’ fiori inallora esistenti non hanno spesso piùtempo di portarsi sotterra, e se vi van-no non maturano le loro sementi.
§. 280. E la luce non è pure unbenefico stimolo alle piante, ed anzinon esercita forse sui vegetabili unamaggior azione del calorico? Infatti, ellain generale colora le piante ; e ben di-ciamo in generale e non assolutamentesempre, come si scrive nell’ Ape ora ci-tata, imperocché non tutte le piante al-levate senza luce sono sbiancale o ca-chetiche, e appunto il nostro Scopali( Pian, subterr. ) descrisse molte pianteveidi, e di altri colori, rinvenute nelleprofonde ed oscurissime gallerie delleminiere ; il chiar. prof. Brugnatclli ri-corda (Cliim. v. 1, p. 83 ) [Licheni verdis-simi trovati da Humboldt, ed altri fattianaloghi ci ricordano Priestley, Senne-bier , ecc. La luce inoltre addensa leresine, favorisce sommamente l’ aspira-zione, e la traspirazione determina imovimenti di alcune parti delle piante,come in particolare lo spiegarsi dei fio-ri : fenomeni certo che nello stesso gra-do non si producono per 1’ azione iso-lata del calorico.
La luce combinata col caloricoagevola il movimento dei liquidi, le as-similazioni, le escrezioni, la nutrizione,gli sviluppi, le modificazioni, dalle qualitraggono origine le tante e così variatesostanze composte che appartengono alprocesso della vegetazione. Le piantecondannate in luogo scuro intristisco-no, i fiori vi perdono il vivido lor co-lore, e si coprono del pallore di morte; ifrutti cadono avvizziti, diventano lepiante tisiche e muoiono. Se poi perristretto foro penetra avara luce in que-sto luogo ili tenebre, vedesi il maravi-
A L B 3 11
glioso fenomeno dei rami che verso diessa si volgono, si stendono quasi im-plorando il possente suo soccorso ; equei fiori e quelle parti che dalla bene-fica luce sono animati, conservansi piùo meno vivaci, e non perdono gran fat-to in apparenza.
Le pioggie troppo scarse sono didanno alle piante, ma non meno lo so-no le soverchie : esse macerano la fibravegetabile, la illanguidiscono, e se acca-dono nel tempo della fioritura, ne di-struggono gli slami, non ne permette lafecondazione dei pistilli, e restano pri-ve di frutta.
§. 281. Anche il fluido elettricosviluppa salutari azioni sulle piante, co-me più fatti lo provano, ma producespesso anche dei mali. Intorno a questieravamo fin d’ora limitati quasi sol-tanto a conoscere i guasti del fulmine(v. Neurosi elettrica) che ne lacera-va o abbruciava le parti su cui cadeva,ma il dottissimo Amoretti (Re, Ann. diA prie.) fece osservare 1 ’ azione che por-ta un eccesso di fluido elettrico che visi scaglia sopra ; e più recentemente ilbenemerito proposto sig. abate Reltra-mi, da un’ osservazione fatta dall’ inge-gnere Parea, seppe dedurre che il bru-ciore c il sacchereccio delle risaie dallaelettricità appunto dipendono, e seppein pari tempo portarne facile riparo,innalzando entro ad esse opportuniconduttori : e questo felice concepimen-to par sempre più confermarsi dall’ e-sperienza, per cui anche il dottissimosig. Carlo Fumagalli (che, insciente, [la-re di quanto crasi proposto dal Fel-trami, ne dedusse le stesse cose ) ven-ne colle sue osservazioni a convalidaremaggiormente la importantissima sco-perta. ( Gazi, di Milano , 2 3 Agostoi834.) ° ’
g. 282. Le morti istantanee, ci sicondoni l’espressione, a cui talvolta