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Caratteri distintivi e nozioniistoriche.
Fruito piccolo, orbicolare, pocosolcato da una parte ; buccia bian-chissima, poi di un giallo-bianco mencarico di quello delle Alessandrine co-muni , qualche volta si colora di unaleggera velatura di rosso; polpa gialla—gnola, delicata, gustosa ; nocciolo tondo,rilevalo, contenente una mandorla dol-ce; fiori abbondanti, raggruppati come amazzetti. Albero vegeto, ricchissimo dimesse prima verdognole, poi rosso-bru-ne, con fughette rossicce olla cima chepoi divengono verdi. Matura verso lametà di Giugno.
Ecco che cosa scrive a questo pro-posito il non mai abbastanza lodatoGallesio.
L 1 Alessandrina lucente è certo laregina delle albicocche. Essa offre duevarietà che non si distinguono quasi fradi loro che per l’epoca della loro matu-rità : la precoce però passa per più gen-tile, ed è quella che si conosce special-mente sotto il nome di albicocca lucen-te , o di Alessandrina precoce.
Questa bella varietà si distingueper dei caratteri che sono pronunziatis-simi. Il suo albero, ricco di una vegeta-zione lussoriossima, si veste di una gran-de quantità di messe, che gli danno ra-spollo jl più vegeto, essendo divise innodi molto rapprossimati, e guernite difoglie larghe e vivacissime che ne con-centrano la frondosità, e la rendonofosca.
Queste messe, dapprima verdo-gnole, q poi di un rosso bruno, porta-no in punta delle fughette rossiecie, chesi cangiano in verde nell’ allargarsi, mache rompono in Primavera ed in esta-te la monotonia della verdura dell’ al-bero : esse son guernite di gemme fre-quenti, ro$so-bruue, rilevate e piene diyila.
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I suoi fiori , i quali spuntano co-me negli altri albicocchi nelle gem-me della messa dell’ anno antecedente,escono in quantità : ed attesa la dispo-sizione delle gemme si trovano così rag-gruppati che i ramicelli che li portanosembrano tanti mazzetti.
Questi lìori sono assai delicati,e nei paesi di nna temperatura mediavengono esposti sovente ad essere bru-ciati dalle rugiade ; ma allegano facil-mente nei paesi più caldi dove sono fa-voriti da un clima dolce, e senza bri-nate.
II frutto riesce piccolo, orbico-lare, leggermente solcato da una parteda una sutura quasi insensibile che nonne altera la rotondità, compresso appe-na alla base ove è impiantato il picciuo-lo, e tondeggiante alla cima.
La sua buccia , dapprima bian-chiccia, poi colorita di una tinta mediaIra il bianco e il giallo, è meno caricadi quella delle albicocche di Germania ,e meno bianca che nelle Alessandrinecomuni, ma è liscia e come lucente, ca-rattere particolare che la distingue datutte le altre albicocche.
Essa si colora di sovente di unavelatura di rosso, che si dirada poi esparisce nella massima maturità, e inquesto stalo si raggrinza e diventa opaca.
La sua polpa è aneli’ essa giallo-gnola, ma non prende mai il zafferanocarico delle albicocche di Germania ,sicché pare che sia un medio fra le al-bicocche gialle e le Alessandrine , su-perando le prime in delicatezza senzaessere inferiore in gusto, ed essendo piùsaporita di quella delle seconde senzacedervi in morbidezza cd in sugo.
Il nocciolo che è rotondo e rile-vato aderisce alla polpa quando il frut-to è ancora nella mezzana maturità, mase ne distacca quando ha acquistato tut-to il suo sviluppo : la mandorla che