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Tomo terzo.
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linieri ne levano parecchie, perchè lefrutta godano maggiormente l’influenzadel sole. Anche questa operazione pra-ticata verso l’epoca della maturità, e conla convenevole moderazione, serve be-nissimo al suo oggetto, laddove, fatta pri-ma del tempo od in modo troppo esa-geralo, le frutta allora cessano d’ ingros-sarsi, e perdono il loro sapore, ed anzinoi stessi le abbiamo vedute cadere qua-si tutte. Ciò dipende dalla circostanza,che gli alberi vivono tanto per le lorofoglie, quanto per le loro frutta, e chevi ha sempre una relazione necessariafra il numero delle foglie ed il vigoredelle radici.

Usi.

§. 29. Chi non sa, dice Thessier,quanto grate sieno le frutte dell’ Albi-cocco alla vista, al gusto e all’odorato,ove vengano colte nel conveniente gra-do della loro maturità ? Chi non co-nosce la facilità di ridurle in confetto edin conserva aggiungendovi pochissimozucchero ? la sua stessa mandorla puòessere utilmente adoperata per liquorida tavola, per emulsioni e per olio; e lasua gomma, detta volgarmente Orichi-ceo , impiegata viene nelle arti. ( Fed.Gomma d’albicocco.)

Non bisogna però adescarsi datante seduttrici qualità, imperocché sem-brano nocevoli alla digestione per pocoche se ne mangino in quantità, e produ-cono anche facilmente dei morbi febbrili.

§. 3 o. Esse si consumano crude ocotte, e servono alle nostre tavole fa-cendone conserve, marmellate, giulle-bandole o mettendole nell’acquavite, ecosi conservandole un anno e più. Inoriente si seccano, e così sécche for-mano articolo di gran consumo , e tranoi pure potrebbero in mólti luoghidiventare oggetto di commercio : il loronocciolo intiero o schiacciato entra nel-l amahasco di nocciolo.

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§. 3 i. In medicina le frutta nonhanno alcun uso. Secondo il Mattioli ,l’olio estratto dai suoi noccioli riescemolto bene nelle infiammazioni emor-roidali e nelle fiussioni degli orecchi.Duhamel crede che la sua gomma possasostituirsi alla gomma arabica, ed incampagna didatti ce ne siamo valsi pa-recchie volte di questo farmaco eco-nomico, senza conoscerne differenza.

§, 32 . Il legno dell’albicocco è diun bigio sudicio misto di rosso e di gial-lo ; è però inferiore a quello del pruno,ma può servire nondimeno ai lavori ditornio; esso pesa 49 libbre, 12 once, 7grani per piede cubico. D. r da pare'.ALBICOCCO A FIOR DOPPIO.

( Giardin.)

E 1 questo una pianta di Albicoc-co , il cui fiore manca degli stami e del-l’ ovario , e che porta in loro vece unnumero di petali equivalente alla ma-teria dei due organi che sostituiscono.

I suoi caratteri sono quelli di tuttigli altri fiorì muli. E' infecondo, colo-rito di tinte più vive, e si sostien lungotempo aperto senza sciogliersi, nè av-vizzire. Ecco perchè è ricercato dal-1’ uomo che lo conserva, e moltiplicaportandolo a vivere sopra delle altrepiante di Albicocco col mezzo dell’in-nesto, ed ecco perchè lo coltiva ad or-namento dei giardini paesisti.

Non sappiamo se gli Albicocchi afior doppio , che si conoscono attual-mente in Europa , sieno tutti provenien-ti da un solo individuo, va ne possonoessere di provenienze diverse, perchè ,sebbene il fenomeno sia molto raro, nonè però unico in natura, e si può ripete-re in ogni tempo. In tal caso, essi nonpotrebbero essere identici, variando lecombniazioni per ogni concezione, e siavrebbero degli Alb. a fior doppio conaccidenti diversi secondo la rispettiva lo-ro origine. Gau.esio.