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Tomo terzo.
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biancastro, gommoso e fendente ; vienevantaggiosamente smerciato in vàri can-toni di San-Domingo, e specialmente inquello di Geremia , ov’ è assi comune ;con esso si fabbricano molti travi, do-ghe, seggiole, tavole, e vari altri lavori.Dal corpo dell’ albero trapela, special-mente praticandovi 1’ incisione , unagomma, che ha la proprietà di ucciderei chìques , specie d’insetti, che s’insi-nuano spesso fra le dita dei piedi nellacarne, ed eccitano un bruciore doloro-rissimo.

Coltivazione.

§, 6. L’ albicocco it America cresce in ogni luogo, ma i più belli diquesti alberi si trovano nei siti elevatio nelle pianure ricche e fertili : si ripro-ducono dai loro noccioli ; nella loro in-fanzia esigono qualche attenzione, mapervenuti ad una certa altezza, non han-no più bisogno di veruna cura, ed ac-quistano da loro stessi la bella formache li distingue. Per conservare questialberi non v’ è bisogno di potarli, ba-sterà tagliar loro i rami morti, quando nehanno, e levar quelli, che avrebbero po-tuto essere spezzati da qualche uragano ;giacché vi vuole un vento molto impe-tuoso per danneggiare e scuotere questialberi , i quali hanno una costituzionerobusta, e le radici profonde ed afittone. Essi fanno una bella figura inun verziere, purché si sappia collocar-veli competentemente, ed in modo chenon opprimano gli altri alberi con laloro forza e con la loro altezza.

§. 7. In Europa non si può col-tivare quest’albero che nelle stufe, edi suoi noccioli non germinano, se nonsono stati recentemente portati dall’ A-merica. Vengono riposti in vasi ripienid’una terra fresca e leggiera, sprofonda-ti in uno strato di vallonea. Al terminedi un mese o sei settimane le giovanipianticelle cominciano a mostrarsi ; al-

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loia bisogna innaffiarle sovente, dar lo-ro dell’aria nella stagione calda, e quan-do le loro radici riempiono tutto il va-se, è d’uopo traspiantarle in altri vasi piùgrandi con molta cura,e questi vengonocollocati come i primi. All’ingresso del-l’inverno le piante si mettono nello stra-to di vallonea dell’aranciera calda, overestare vi devono continuamente. Biso-gna aver attenzione di levarne esatta-mente le foglie, per toglier loro le im-mondizie, di cui vanno soggette a brut-tarsi nelle stufe. Nella primavera seguen-te si rinnova la loro terra, e se ivasi so-no piccoli di troppo, se ne sostituisconodegli altri, non però tanto grandi ; per-chè queste piante fanno progressi tantomaggiori, quanto più ristrette sono leloro radici.

1)0. THOUft.

ALBICORO. (Ittiol.) Fed. Ai.bacoro.

ALBIGLIO DI FRANCIA 0 DIFUENCARAL. (Econ. rur.)

Nome di una varietà della vitis vi-nifera, che Micheli definisce: Filis par-vo ac densiore botro , acinis rotundis ,albo Jlavis, dulci saporis.

ALBIGLIO REALE. (Econ. rur.)

Conoscesi sotto tal nome una va-rietà della Fife comune.

ALB1G0. ( Fisiol. veg.) F. Ai.bogise.

ALBINA. (Min.)

Sostanza minerale di un bel colorbianco, per cui acquistò un tal nome.Fu trovata a Mariemberg in Boemia nel-la cavità di una Fonolite , e presentavadei prismi retti di quattro facce termi-nati da piramidi spuntate, di un mede-simo numero di lati, e le di cui faccenascono sugli spigoli del prisma.

ALBINI . ( Marnm .)

Nome che deriva dal vocabolo spa-gnuolo Albinos , ed è applicato ad uomi-ni la di cui pelle è di un color biancosbiavato, coi capelli, sopraccigli, cighed altri peli bianchi, e con la pupilla