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Tomo terzo.
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38o A L B

di legno molle, come nel Pioppo albero,

nel Tiglio , ec. ( F . Albero.) b. mirrei..

§. 1 3. Duhamel vuole che gli stra-ti corticali giammai si convertano inalburno , ma che questo si formi di cer-te parli che preesistono nelle piante eparticolarmente tra le fibre, e vuole chela nutrizione depositi successivamentegli elementi del legno. Alcune esatteesperienze, instituite in proposito dalchiarissimo nostro prof. Pollini , si op-pongono co’loro resultati felici alla teo-ria del fisiologo francese ( e. Libro). Ilprimo strato dell’a/òiirno, è, come quel-lo di tutti gli altri vegetabili, albumino-so. Mediante 1’ azione della materia nu-tritiva e coll’ influenza della luce, laquale contribuisce a dargli la consisten-za e le qualità di legno, egli passa allostato solido. Quindi attribuisce alla luceuna somma influenza a rendere 1’ al-burno legno, perchè osserva che le pian-te private di quest’ essere elementarenon contengono mai legno perfetto, masempre alburno. E l’esperienze soprac-citate, dalle quali risulta che ogni qual-volta si scortecci 1’ albero più sollecita-mente si converte in legno l 'alburno ,sembrano provare maggiormente le os-servazioni del fisiologo italiano.

§. 14. Ci si potrebbe chiedere lacausa fisica di questo accrescimento disolidità e di forza nel legno scorzatosull’ albero tuttora in piedi, a cui facilesarebbe la risposta. I sughi che nutrirdovevano la corteccia non subentranoforse a vantaggio dell’ alburno e l’azio-ne della luce solare non compie del pariil la voro solidificandolo e convertendo-^lo in legno ?

§.i5. L 'alburno va soggetto a cer-te alterazioni che gli scrittori di patolo-gia vegetabile riguardano come due ma-lattie distinte ed irremediabili, classatedal prof. Re fra le asteniche. {V. Albur-no doppio e Alburno rappreso.)

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ALBURNO DOPPIO.

Che cosa sia.

Strato di alburno coperto dalegno buono, o meglio due strati dialburno , separati 1’ uno dall’ altro permezzo di uno strato di legno perfet-to; dimodoché, esaminata una pianta,si vede alternativamente prima una co-rona di alburno , poi una di legno for-mato, indi un’altra volta una seconda dialburno , finalmente il legno perfetto e lamidolla.

Nosografia.

Questo morbo attacca soltantoquella parte di fusto che sorge fuori delterreno e giammai le radici, e viene conmaggiore frequenza osservata negli albe-ri giovani situati nei terreni magri e leg-geri e nei boschi diradati.

Veduto esternamente l’albero chevi è affetto, non vi si scorge alcun spe-ciale carattere, e soltanto si appalesaquando viene posto in lavoro. Vedesiallora questi falsi alburni presentare co-lori diversi, avere diversa consisten-za, ed occupare uno spazio limitato, erare volte tutta la circonferenza dellapianta.

Eziologia.

Vuole Filippo Re , con Duhamele con Buffon , che questo morbo derivida diminuzione di calorico fattasi nel-l’interno della pianta durante l’inver-no, per cui secondo essi l’eccessiva rigi-dezza avendo alterata la sostanza nutri-tiva, e per conseguenza le parti dell’al-bero che ne contengono una porzionemaggiore,non è meraviglia, comepur di-ce Bertoni ( Diz. di Bot. ,art. Alb.),r,Uel’alburno degli alberi; che n’esperimen-tano l’ellelto, sia stato danneggiato tal-mente che non abbia potuto mai più di-ventare legno perfetto. Con molta avve-dutezza opina però Rose ( Diz. rais.,art.Aubier ), che se non esiste in tutta lacirconferenza della pianta, si possa sup-