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ghe mescolandole ai foraggi delle lo-ro vacche e dei montoni, essendo ghiot-tissimi questi animali di una tal sor-ta di cibo. Osserva lìriinner che nellaNorlanda usasi a tal uopo mescolarlecolla farina. Molti animali acquatici, co-me pesci crostacei ec. si conservanopiù a lungo e soffrono più lontani tra-sporti se involti si spediscono nell’Al-ghe.
§. 66. Non poche di quelle specie checontengono sostanza gelatinosa adopransiin vari paesi del nord siccome alimentoe spezzo unisconsi alla farina per au-mentare il volume del pane. Tj ulva itm-bilicalis, che è una specie di porphyrade’ moderni, mangiasi sulle coste d’ In-ghilterra con pepe aceto e burro, salan-dola per conservarla. ( Dillenius , Voi.8 ,f. 3 . ) L’ Ulva lacluca mangiasi an-che essa come insalata sulle coste diScozia , ed ai poveri di tal ragioneriesce pure buon nutrimento il Fn-cus editlis , pahnalus ee. Il Facus ci-liatus e scolious vengon mangiali dagli Ir-landesi. Il Fucus natans serve di cibonelle Indie e ne’mari del Sud, nonché in-qualche parte della Spagna preparatocon aceto. I famosi Nidi di Rondinedi cui sono tanto ghiotti i Chinesi edaltri popoli dell’ Asia Orientale sonoformati di Alghe marine gelatinose tracui abbonda il Gelidium corneum, Lams.Nella China e Cochinchina , secondoUaureiro, si fa pure un grande commer-cio di una specie di tavolette portatiliche, mescolate collo zucchero, riesconnutrienti, rinfrescanti ed aggradevoli a’viaggiatori che ne fanno gran uso. Essesono composte colla Conferva Lau-reiro comune in que’ luoghi. Il Facussaccharinus, secondo Gaultier de Clait-hry, non solo nell’India ma ben anchein Francia usasi siccome cibo. Il fa-moso Suffren trasportò dalle Indie grancopia di Facus edulis , e potè formar
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con esso delle salse eccellenti anche alpalato de’ suoi amici i più schizzinosi.
§. 67. Dalle indagini da noi fatterelativamente alle Alghe commestibilinostrali, ne trovammo molte dalle qualipotrebbe trarsi un partito economicone’ tempi di carestia. Fra queste sonole Chendrie e gli Sferococchi special-mente come quelle che più abbondanodi sostanza nutriente. Difficilmente po-trebbe riuscir gradita fra noi, come inIscozia, F insalata d’ ulva lacluca, ciònullameno riesci molto aggradevole alnostro palato qualche frituretta di Sfe-rococcus aeicularis e di Chondrie gelati-nose ed Halimenie prima ben depuratee digerite nell’acqua dolce bollente. LoSpherococcus confervoides, alga puòdirsi la più copiosa delle nostre lagunedopo 1’ ulva latissima; venne da noiesperimentata in unione alle Chondrienella formazione di qualche specie disalsa o di gelato,e vi riuscì ben gradita.Lo stesso Sferococco diseccato , dopoavergli fatto provare qualche ora diebollizione e qualche giorno di macera-zione nell’acqua dolce, può macinarsi edunirsi alla farina per la formazione delpane a cui non comunica ingrato sapo-re nè nocive proprietà. Dobbiamo pre-gare il cielo però di non giunger mai albisogno di cosiffatte sostituzioni, e checiò resti sempre per appagar il capric-cio ovvero per semplice erudizione.
§. 68. Ristretti son fino ad ora ivantaggi recati alle arti delle Alghe. Sem-bra, secondo Linneo (In itinere Oelan-dico), che s’ impieghi qualche fuco diampia superficie per coprir i tetti dellecase. I poveri abitanti della Svezia li-' torale adroprono a tale scopo il Fucus
■ vesiculosus. Il Fucus tendo essendo a! Gli molto tenaci vien adoprato dai Chi-- nesi per la formazione di corde che rie-ì scon fortissime. Gli abitanti della Nuo-