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elementi dell’ acqua, sono prodotti delprocesso vitale dei vegetabili, il quale ap-punto generando queste materie si mani-festa ; Smithson, Jameson e Thompsontrovarono, che i trasudamenti neri di certialberi inferiori, per esempio, degli olmi,delle quercie, degl’ippocastani, ec., con-sistono d’acido umico combinato coglialcali. Benelio trovò pure simili materienelle corteccie di quasi tutti gli alberi. Epotremo noi ora presuppore che gli organicagionevoli d’ una pianta siano atti a pro-durre quella materia, cui si ascrive la fa-coltà di sostentare la vita di una pianta odi promuoverne l’accrescimento ?
L’idea fino ad ora invalsa, circaal modo d’ agire del terriccio , fece svi-sare ed anzi ignorare le più importantifunzioni biotiche del vegetabile. L’ ana-logia per cui si volle a tutta forza trovareun paragone tra le funzioni vitali dellepiante e quelle degli animali, è la sor-gente di tutti gli errori che contaminanole odierne nozioni. Il modo di agire deivegetabili durante la notte, è stato maleinterpretalo dai botanici e fisiologi, e daciò ne venne che gli scritti di cotestororidondano di moltiplici errori.
Dagli esperimenti di Ingenhouze ,bensì esatti, ma mal interpretati, si deveripetere la maggior parte dei dubbii, chesorgono contrarii alla opinione, che lepiante ammigliorino l’aria. In seguito allasua osservazione, che piante fresche esa-lano nell’ oscurità acido carbonico, DeSaussure e Grischow tentarono per viadi sperimenti a dar una spiegazione suffi-ciente, ed ottenere per risultato che du-rante la notte le piante assorbono real-mente dell’ ossìgeno, ed in concambioemettono dell’acido carbonico.
Egli è perciò che 1’ aria, nella qualele piante vegetarono nell’ oscurità scemadi volume, e questo fatto chiaro ci dimo-stra esser maggiore la quantità di gas os-sigeno assorbito di quella dell’ acido car-
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tonico segregato, imperocché se fosserostate eguali non avrebbe potuto aver luo-go una diminuzione d’ aria. Questa veri-tà, come cosa di fatto, non può essermessa in dubbio, ma le interpretazioniche ne furono fatte sono del tutto fallaci,in maniera da non potersi spiegare comevenissero ideate, se non ascrivendole al-1 ’ assoluta trascuraggine ed ignoranza deirapporti chimici, che passano tra le pian-te e 1 ’ atmosfera.
E noto, che 1’ azoto, la cui natura ètanto indifferente, e così pure l’idro-geno ed una quantità di altri gas eserci-tano sulle piante vive un’ azione partico-colare e piuttosto perniziosa ; ora, comesupporre, che un’agente dei più possentiquale si è l’ossigeno, si mostri indifferenteper una pianta, tostochè essa si trova inquello stato di vegetazione, in cui cessòuno dei più particolari processi della vitavegetabile ?
Quanto sappiamo si è che l’assenzadella luce impedisce la decomposizionedell’ acido carbonico, e che in allora co-mincia un processo meramente chimicocausato dall’ azione reciproca dell’ ossi-geno atmosferico sulle parti costituentidelle foglie, dei fiori e dei fruiti. Questoprocesso, avendo luogo nella medesimaforma anche nella pianta viva, non haniente che fare col processo vitale del-1’ organismo vegetabile. Si può altresì de-terminare anticipatamente con sommafacitità e certezza, conoscendo l’indoledelle parti costituenti le foglie di diversivegetabili, quali di esse siano in stato diassorbire all’oscuro la maggior quantità diossigeno. Le foglie e le parti verdi ditutti i vegetabili, che contengono oli es-senziali e prinripii aromatici volatili in ge-nere, che mediante 1 ’ ossigeno si conver-tono in resine, assorbiranno più ossigenodi quelle che ne sono prive. Altre foglie,nella cui linfa si trovano gli elementi deltannino o delle sostanze ricche d’ azoto,