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geno. E di tal guisa l’idrogeno, al mo-mento della sua separazione, trovandosi acontatto dell 1 azoto dell 1 aria sciolta nel-l 1 acqua, vi si combinerà formando del-1’ ammoniaca , la quale rimarrà in com-binazione col ferro ossidato.
Ove fosse ben constatata la formazio-ne dei minerali ferrigni per siflatta de-composizione ; e dove fosse ben chiaritala combinazione dell 1 azoto con l 1 idroge-no nascente, in tal caso potremmo appa-garci di tale spiegazione ; e sarebbe na-turale di ammettere la possibilità di unacontinua produzione di ammoniaca nellecircostanze simili a quelle che un tempodiedero luogo alla formazione dei mine-rali di ferro.
Ma quanto alla decomposizione del-1’ acqua operata dal ferro, le circostanzenelle quali si effettua, sono tali, dice fAe-big ( loc. cit.), che escludono la possibi-lità d 1 una contemporanea formazione diammoniaca. Infatti, continua egli, il Curroalla temperatola ordinaria non vale a de-comporre l 1 acqua, e se la decomposizio-ne si effettua quando f acqua è bollente,questa non può contenervi lina quantitàd’ azoto maggiore di quella che vi avevadisciollo. Qualora si faccia passare unamiscella di vapor acqueo e di azoto at-traverso un tubo in cui trovisi della lima-tura di ferro allo stalo di arroventamento,troveremo dopo il passaggio l’azoto inal-terato, benché commisto con idrogeno :ed è facile concepire come in queste cir-costanze non si formi dell 1 ammoniaca ,poiché stando il gas ammoniaco in con-tatto con ferro puro rovente, si decom-pone nuovamente ne 1 suoi elementi.•
Tultai olla esponendo un miscugliod 1 idrato d 1 ossido di ferro umido e di li-matura sottilissima di ferro ad una tem-peratura mediocre, ne nasce la decompo-sizione dell 1 acqua ; ed in seguito a que-sta, uno svolgimento <F idrogeno, mentre$i forma dell 1 ossido intermedio di fèrro
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( 1’ ossido del ferro magnetico nativo )•Ora rassomigliando Fazione dell’idratod 1 ossido di ferro a quella degli acidi, egliè chiaro, che ogni qualvolta un metallosi scioglierà in un acido allungato, consimultaneo sviluppo d’ idrogeno, dovre-mo ottenere nella soluzione un sale am-moniacale. Sinora però (continua Liebig )non si osservò mai in tali circostanze lapresenza dell’ammoniaca, anzi emerge,dagli sperimenti sulla decomposizione del-F acqua per mezzo di una corrente elet-trica, che il gaz idrogeno sviluppalo dàacqua impregnala d 1 aria, contiene sempreuna data quantità d 1 azoto che non do-vrebbe trovarvisi allo stato libero, se aves-se la facoltà di formare dell 1 ammoniacacoll 1 idrogeno nascente.
Il fallo che la ruggine, provenienteda una ossidazione del ferro esposto al-l’aria, contiene sempre una certa quantitàd ammoniaca , fu considerato qual provaincontrastabile dell’opinione che ammettela derivazione del Vammoniaca dall’azotodell’ aria atmosferica. Ma F aria stessa vicontiene sempre dell’ ammoniaca chepossedè grande affinità per la ruggine sud-detta ; e Marshal Hall provò per lo pas-sato esser erronea tale opinione. Inoltredagli esperimenti instituili a quest 1 uoponel laboratorio di Giessen , risulta : chequalora l 1 aria, prima di arrivare a con-tatto del ferro che si ossida, la si facciapassare per un tubo ripieno d’acido sol-forico concentrato, in modo da venirespogliata di sua ammoniaca, F ossido for-matosi non ne offre più traccia.
E Bracounot fece vedere (Ann.dechini, et de phys. T. LXV1I, pag. io4)>che la maggior parte dei basalti, del trapp,del granito di Rochepon e di Bresse, ilsienilc, F acfibole, il wachite ( specie dilava), il basalto di Bedon, il quarzo diGerardines, la pegmalite, ed una quantitàd’altre rocce, somministrano, ove venga-no assoggettate alla distillazione secca?