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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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dell acqua, nella quale rilevasi sensibil-mente la presenza dell’ammoniaca.

E questo fatto, continua Liebig ,n °n potrebbe spiegarsi nella stessa guisam cui spiegasi la presenza dell’ammonia-ca nella miniera di ferro ; e tnttavoltasembra fuori dì dubbio che questo composto presenti in «rnbidue i casi la ori-gine stessa : essa può produrli per unaossidazione simile a quella del ferro.

E qui ci si chiederà, 1’ a%oio del-l atmosfera possedè egli la f acoltà diformar dell' ammoniaca coll' idrogenodell' acqua al punto del suo segregamento? Tale questione venne al dì d’oggiseriamente studiata, bensì ad altro ogget-to, ed ecco che cosa crediamo riferire.

TVill e TVarrentrapp , nel determi-nare il quantitativo dell’ azoto nelle ana-bsi organiche, trassero partito dal fattocomunemente noto, che 1’ azoto , dellesostanze azotate, si svolge sotto la formad ammoniaca , qualora vengano arroventate insieme all’ idrato di potassa. L’ ammaniaca prodotta può essere facilmentePesata, poiché facendola assorbire da unacido, e precipitandola poscia sotto formadi cloruro di platino ammoniacale per1 aggiunta d’ una soluzione di cloruro diplatino, è facile determinare,dietro la notasua composizione, la quantità d’ azoto daesso contenuto. Molte analisi institnite so-V1 'a sostanze, il cui contenuto di azotoera ben determinato, dimostrarono che«presto processo era perfettamente confor-me allo scopo. Ma, qnalche tempo dopo,le esperienze pubblicate ila lieisel feceropalese che, procedendo di tal guisa, ot-tenevasi dell’ ammoniaca anche dalle so-stanze non azotate e quali appunto lozucchero -, e quindi si credette che l’ azotof e aria racchiusa nei pori del miscuglioarroventato desse origine a quest’ ammo-niaca t e che non potendosi totalmenteescludere 1 atia,q ues t a circostanza ne ren-ava mal sieuvo questo metodo analitico.

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Ma nuovi sperimenti instilrriti daTVill con somma esattezza dimostrarono,come già prima osservava Faraday , checerte sostanze non azotate danno ammo-nìaca ove siano calcinale con potassama che nei caso in cui queste circostanzevengono tolte , l' azoto non può combi-narsi coll' idrogeno che si svolge dal-P acqua , nè formar quindi ammoniaca.

Faraday , nelle sue ricerche degnedella più grande considerazione ( Qua-ierly Journ. of Science , Tom. XIX,pag. r6), ci dimostra, che ogniqualvoltaavea ottenuto dell’ ammoniaca per 1’ ar-rovenlamento dell’ idrato potassico consostanze non azotate, essa era di già con-tenuta in tali materie o nella potassa.Invano si andrebbe in cerca di osserva-zioni, ciré meglio di queste comprovas-sero siccome 1’ ammoniaca si trovi do-vunque c’e dell’aria atmosferica. Anzi af-finchè tali ricerche di Faraday possanoessere da ognuno giustamente valutate,crediamo necessario riportarle qui peresteso.

Avendo egli osservato, che la fibralegnosa, la tela, l'ossalato di potassa e unaquantità d’altre materie non azotate svi-luppavano dell’ ammoniaca se venivanofortemente riscaldate con la potassa, o lasoda, o l’idrato di calce esimili, egli stu-diò le condizioni sotto le quali ha luogoquesta formazione d’ ammoniaca, e cre-dette dapprima di poterle scoprire neglialcali. l’idrato di potassa preparato conpotassa , cremor di tartaro o potassio,dava sempre lo stesso risultato. Riscal-dando le sostanze organiche per sè sole,esse non esercitano reazione ammoniacalesulla carta di curcuma ; ma lo sviluppodi ammoniaca s\ manifesta subitochè ven-gano arroventale unitamente agli alcali.

Era pur naturale supporre la for-mazione dell’ ammoniaca dal concorsodell’azoto dell’aria ambiente, benché ciòavesse poco di verosimile, essendo che