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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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se lo troverete necessario; io crederei cheridurla di 5 braccia dal di dietro dellastegola alla sua punta, fosse il suo giusto ;io non ho voluto farlo, perchè dopo nonavrei avuto tempo di far nuove prove, edio non voleva che restasse cosa alcunadubbiosa o supposta e non veduta. Iocredo certamente indispensabile il rego-latore, e per quanto qui siano grandiamici degl’ uncini fissi per attaccare labure al chiovolo del giogo, io considerolo strumento privo del regolatore comeassai meno perfetto. Questo vostro rego-latore ha il vantaggio di quello che io pureavevo, per prendere fette di dimensionevariabile a piacere, ma di più ha 1’ altro,che quello non aveva, di temperare laprofondità del lavoro e di ridurre l’in-clinazione della bure sempre adattata al-1’ altezza dei bovi. Ma ciò non basta : ilregolatore è necessario perchè facilita lamontatura del coltro. Non avendo questopezzo lo strumento, qual sarà la situa-zione che dovrà darsi alla bure ? II cen-tro delle resistenze nel cui piano elladovrebbe esser posta, sarà sempre sog-getto a variare e per la varia resistenzadel suolo smosso dinanzi all’ orecchio, eper la coerenza del terreno da tagliarsi, eper la larghezza della fetta che vuol re-cidersi. Qui hanno subito immaginato dimetter 1’ uncino o sotto o lateralmentealla stanga o bure, e così ottenere le op-portune correzioni. Insistono sul granvantaggio che nasce, dicon essi, dal lavo-rare coll’ istrumento assai fisso nel chio-volo, di quello che non sia quando nonistà attaccato per la catena : voi bilancie-rete se in ciò hanno ragione ; o se, aven-dola, questa pesi tanto da far equilibrio opreponderare sulla rozzezza del mezzoche adotterebbero per temperare in tuttii versi lo strumento. Qui vorrebbero an-che mozzare tre o quattro dita d’ orec-chio nella sua parte posteriore, trovando-lo troppo lungo, e soverchio per il com-

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'piuto rovesciamento e sufficiente smino*'zamento della terra. Credono che sceme'rebbe 1’ attrito e cosi la fatica dei bui"-Lungo e però aggettante com’ è, noncape nel taglio aperto, e quindi ent> anella terra smossa e ne caccia semp reavanti e ne strascina o piuttosto ne sp> n "ge; lo che è inutile sicuramente. Se ve'nite a Firenze , portate questo fogliaceocon voi, perchè desso mi richiamerà 3memoria altre cosucce che ora noti h»tempo di scrivere, ed allora forse mi sfug'girebbero senza questo svegliarino. Tei'mino assicurandovi che questo coltro no' 1ha rivali , e che un articolo da voi fattosu di esso riuscirà interessantissimo. Vof-rei che ve ne occupaste. »

La sentenza d’un giudice così illu-minato mi rincorò veramente, e dopoaver nuovamente conferito con lui, moZ'zai, come egli mi disse nella sua lettera,l’orecchio lasciato da me espressamentepiù lungo e più aggettante del bisogno,per aspettare i lumi dell’ esperienza.

E questa la storia del nuovo orec-chio, questi i principii generali che gui-darono il Lambruschini nel costruirlo.

Passiamo ora a indicarne le precisedimensioni, e a dir come egli va congiun-to col vomere e quali modificazioni vuolche si facciano al coltro-Ridoljì per adat-tacelo.

Misure e proporzioni del? orecchio, suosituazione e sua congiunzione col vo-mere.

Stabilita, continua il Lambruschin'ipag. 58, per la costruzione degli orecchi,la teoria che ho esposto di sopra, io avevail mezzo di accelerare o ritardare a hi' 0piacere il rivolgimento della terra, secon-do che la superficie del mio orecchi 0fosse foggiata da una spirale più o men°allungata, cioè da una spirale il cui punto