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1 papasso E {Jìg. 6) sullo spicchio su-periore del cilindro D d fosse da meegnato più presso o più lontano dallaase anl eriore del cilindro medesimo. MaUna s P>rale più corla, perciò più rapida,.° ssla P'ù partecipe della rotazione circo-re e più contrariante il movimento diP r °gressione per linea retta, veniva aP r esentare una resistenza maggiore. E se!° av essi voluto provvedere all’ agevo-^ zza del lavoro dei buoi e alla facilità dicongegnare la superficie dell’ orec-■o con quella del vomere, avrei potuto* v °luto scegliere una spirale il cui asse^«sse assai lungo. Ma dall 1 altro cantoa llungamento della spirale trae seco''ccessariamente una maggior lunghezza
dell
do
orecchio, e l’orecchio allora (essen-^ctallico ) diviene pesantissimo, e in-oo'oda il bifolco, il quale deve appog-® 3,51 sull e stegole, a meno che nello sles-tem Po non si allunghi il ceppo e sica tutto P arnese di una mole ecee-
ridu
en,e - lo dovetti dunque decidermi inj! ezzo a queste opposte esigenze, e dopoav er esitato non poco, scelsi per l’o-n - hl ° primitivo di rame tali proporzio-ne produssero una spirale troppori| da, e perciò l’allungai nelle nuoveProporzioni fissate per 1’ orecchio defini-nò°h^' ^ erro ‘ Queste proporzioni riesco-en e in pratica, come già 1’ ho detto,pu” 1116 possono sperimentarlo ; maRefesso che se io non avessi cercalo
di
Un >lor mai
p --■•aarmi all’acoartoccialura del-
-cfcio Machet ( a cui nelle dubbiez-Ze di tentai;,.:
. 1 mcerti, mi attenni come
’ndolt'* ® U1< ^ a ®' a sperimentata ) mi sareira °. a ^ a dungar e la mia spirale anco-
pili.
l e *’ r ^ en intenderci,nel dir ch'io faròe]ù 0 Ure e proporzioni del nuovo orec-dare insieme agli agronomifacil mezzo da fissare da sèche
’ e p er
Pratici un
S ( . mezzo oa nssare
a lor P. r °P orzion ’ diverse in orecch
piacesse di f ar costruire, rappresen-
A R A aò5
tiamoci nel quadrato B CD E (Jìg. io)la pianta del semicilindro generatore del-1’ orecchio. La linea A a è 1’ asse del ci-lindro; la linea AC ne è un semidiametroo raggio, quello appunto che rappresentala rotazione circolare di una fetta di terrache abbia una larghezza eguale a questalinea. La linea B C rappresenta la pro-gressione dell’ aratro per linea retta ; e ladiagonale CE risultante dalle due dire-zioni della rotazione e della progressione,rappresenta 1’ elice che foggerà la super-ficie spirale dell’ orecchio. Egli è chiaro,che se io allungo la linea C B fino in ù,eia linea DE fino in e, come lo mostranole linee punteggiate della figura, la diago-nale diventa Ce, si allungaci discosta piùdalla linea di rotazione C D, e si accostapiù a quella di progressione C i, perconseguenza contraria meno la forza mo-trice che ha la direzione di quella linea.Ecco dunque la sola arbitraria che resti,e che le considerazioni sovraesposte con-siglieranno a determinare ; cioè la linearappresentante la forza di progressione, oI’ asse del cilindro. Il raggio A C è datodalla larghezza maggiore della fetta di ter-ra che uno vuol prendere nel lavorare colproprio coltro. Il Jefferson domandavaun altro dato, cioè quello della profon-dità del lavoro a cui si voglia spingerel’istrumento ; pensando che 1’ orecchiodovesse essere tanto più alto, quanto piùalta si volesse la fetta di terra da solle-varsi, cioè quanto piu profondo si volesseil lavoro. Or in ciò egli s’ingannava. Ba-sta pensare che la fetta di terra da rivol-tarsi, è appunto il raggio di rotazione ( danoi rappresentato con la linea A C ) perconvincersi che per quanto sia profondao alta la fetta di terra da livoltarsi, questafetta quando sarà ritta e segnerà una lineaverticale, essa la segnerà con la sua lar-ghezza, non con la sua profondità che inquel tempo diventa orizzontale (essendoperpendicolare alla prima). In una paiola,