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la rotazione ha per raggio la larghezzadella fetta, e il raggio è sempre il mede-simo o quando giace o quando si rizza.Egli è ben vero che la massa di terra co-stituente la fetta che noi solleviamo colcoltro, si disgrega nel salir sull orecchio,cresce di volume e amplia così tutte lesue dimensioni ; per conseguenza anchela sua larghezza, o sia il raggio di rota-zione, viene ad aumentarsi a mano a ma-no che si alza : e bisogna certamente inpratica aver riguardo a quest’ accidentalemodificazione. Ma un simile ingrandimen-to a cui vedranno i lettori che anche nelnnovo orecchio si è avuta considerazione,non è proporzionale alla profondità dellavoro, cioè all’ altezza della fetta di ter-ra, ma bensì alla sua larghezza. Questosolo dato è dunque in pratica da ricer-carsi.
Seguendo sempre le dimensioni delcoltro-ftlachet-Ridol/i, io ho fissato la lar-ghezza maggiore della fetta a soldi i o dibraccio (poco più di pollici io parigini,centimetri 29, 1 ). Ma siccome con que-sto raggio io avrei avuto un orecchioniente più alto, ed io voleva provvedereall’allargarsi dalla fetta prodotto dal dis-gregamento, presi il raggio A C (fig. io)di soldi i 5 , riserbando perla fetta diterra il solo tratto A F. In conseguenza ildiametro CAD del mio semicilindro fudi braccia 1,10. La lunghezza poi delcilindro rappresentata da A a fu da mefissata al doppio del raggio, ossia ugualeal diametro. L’ elice per conseguenza tra-passava F asse ( e lo spicchio superiore delsemicilindro paralello dell’asse) a soldi i 5dalla fronte o base anteriore del semici-lindro.
Se l’orecchio, la cui base AF,Jig- 1 o,è orizzontale, dovesse accompagnare lafetta di terra in tutta la sua rivoluzione,dovrebbe ( mentre con F orlo inferioresi mantiene lungo F asse A a) colla suaelice dell’ orlo superiore, trapassato 1’ as-
A R A
se, giungere di nuovo a toccar terra i°E. Ma oltreché ( come ho detto di so-pra ) questo prolungamento laterale odaggetto sarebbe inutile, perchè la fetta diterra che ha concepito il movimento dirotazione seguita a rivoltarsi, nel cadere,pel proprio peso ; e quindi un tale ag-getto produrrebbe un eccesso di peso edi attrito senza prò : esso anche impedi-rebbe il cammino del coltro, perchè 1°farebbe intoppare nella terra smossa. Infatti, la fetta di terra A F rivoltata chesia, va a cadere in AG piegaia (1) la-sciata aperta dal taglio e dal rivolgimentoanteriore. Nel tratto G D s’incontra laterra antecedentemente rovesciata, e perquesto tratto rappresentato dal piccolorettangolo G g e D , F aggetto lateraledell’ orecchio verrebbe strascinato dentrola terra smossa dal lavoro precedente.L’aggetto dunque dell’ orlo superioredell’ orecchio, basta, per le ragioni giàdette, che trapassi di qualche poco F assedella rotazione e dell’ elice ; o, come dice*Jefferson , che la fetta sia accompagnatadi qualche poco al di là della perpendi -colare , giacché essa è appunto perpendi-colare alla sua situazione primitiva, quali'do viene verticale sull’asse della sua ri-voluzione. Ma quest’aggetto non può eS'sere maggiore della base dell’ orecchio, 0sia della larghezza della fetta A F\ ugua-le ad A G. L’ orecchio dunque finiscanecessariamente ( e potrebbe anco fim 1prima ) dove la linea G g , eh’ io chia-merò la linea dell’ aggetto, taglia la dia-gonale C E in H. Questo taglio, che pi' 0 'curava nel mio orecchio un aggetto di
(1) Questo termine contadinesco, di cu'non trovo il migliore, indica lo spazio vuo-to lasciato dalla fetta di terra rivoltata. 0che corre fra il terreno ancor sodo e q"*)lo già smosso : laddove il solco è lo sp» 11 '’vuoto lasciato fra due fette di terra sm 0< * ae rovesciate da uu aratro o semenliu 0due orecchi.