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i o corrispondeva al punto K del-asse dell 1 elice, o sia a 5/6 della sua“ n ghezza ; per conseguenza, la lunghezzadell’ orecchio era di soldi 25. Ma io poi■ ho ridotto a soldi 25 circa per condi-scendere al parere dei contadini di Ri-dolfi espressomi da lui nella sua letterac he ho pubblicato. Parere che io ho ere-duto giustissimo, perchè quel disgrega-mento medesimo della terra di cui hora gionato, fa che la piegaia eguale alia* ar ghezza della fetta di terra soda, vienea d essere ristretta dalla terra medesimasminuzzata e rivoltata.
Ma l 1 orecchio cavato da un cilindrodi i5 soldi di raggio, doveva natural-mente avere una base di 15 soldi. Come,l dur questa base olla sola misura da noiv .°' uta di io? Eccolo : presentata al rag-B'° o base A C una squadra, facendo chea hro braccio di essa tagli la base in F.^questo braccio medesimo andrà in qual-c " e punto a tagliare 1’ orlo superiore oelice dell 1 orecchio, come tagliarebbe in /|,a diagonale CE della fig- io. Il segmen-d orecchio rappresentato dal triangolo* d C va portato via. L’ orecchio alloraPj/de una parte del suo orlo superiore eEviene quale lo mostra la Jig. 9. In talestato egli è acconcissimo ad essere adattato al coltro, perché la linea 1F nonesCe dal piano verticale della guancia si-nistra del coltro che rade il terreno sodo.
S* tratta ora di adattare l’orecchio alvomere. Nulla parrebbe più facile di que
chiù eguale all 1 ala del vomere, par chebasti accostarli e tenerli dovutamente afreno, perchè formino una superficie con-tinua, e la terra tagliata dal vomere passida questo all’ orecchio che la deve solle-vare e rivoltare. Ma la superficie del vo-nier e suol essere orizzontale, o quasi•iella direzione alla punta della bombera 'a, o astuccio in cui entra il ceppo :5a le almeno pochissimo ; e la terra in -
8'acchè essendo la base dell 1
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contrando, all’ uscire dall’ ala del vome-re, la superficie molto ascendente del-I’ orecchio, v’ inciampa in uno scalino,e prova una resistenza notabile. Questadifficoltà è quella che più m 1 imbarazzò,e che più si oppose da principio all’azio-ne del mio orecchio. Se io ne avessi po-tuto allungar molto la spirale, e appia-narne così la salita, la difficoltà si dile-guava, o si attenuava almeno tanto dapoter essere trascurata. Ma le ragioni cheho esposte, me lo impedivano. Mi posiallora a considerare 1’ orecchio Machetee vidi che in quello la salita della terraera preparata dal petto del vomere, cioèda un innalzamento e da un garbo par-ticolare dato alla sua ala. Un giovine miocontadino (io rendo ben volentieri que-st 1 omaggio al suo giudizioso discerni-mento ) mi diceva anch 1 egli a suo modo,che il mio orecchio, dove si univa al vo-mere, era ruoto. Io compresi allora chenon volendo o non potendo dare all’orec-chio una spirale molto placida, bisognarinunziare all'idea di attribuire tutta al-F orecchio la funzione d’innalzare la ter-ra, ma si deve darne una parte al vo-mere, lucendo fin dalla punta salire lasua ala, e portandola a combaciare col-1’orecchio un poco più in su delia suabase. Io trovai anche modo di far ciò conuna regola precisa ed invariabile. Abbia-mo veduto che F orecchio mozzato nellasua base presenta il lato /F invece delcompimento della sua elice superiore 1 C,fig. io. Or si divida in due la sua liuea1 F, e dal suo mezzo L si tiri una lineaal punto A. Allora portando via il trian-golo ALFF,la base dell’orecchio divienela linea diagonale A L , la quale tocca interra in A, e neh qualche poco alta in L( di tanto alta, quanto l’orecchio aveva sa-lito da F ad L). Or F altezza che là sitrova, distribuita che sia su tutta la lun-ghezza del vomere, fa una salila placidis-sima, su cui la terra è come invitata a