Band 
Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
Seite
256
JPEG-Download
 

a56 ARA

passare alia superficie dell’ orecchio. Ilvomere allora ( che io ho tenuto alla lun-ghezza di 2/5 di braccio eguale a quelladel vomere del coltro-Ridolfì^ ma chepuò essere anche di una lunghezza mag-giore ) piglia una foggia tutta sua pro-pria, molto analoga al petto del collello-M achei., e convenientissima alla superfi-cie del mio orecchio. Essa è naturalmen-te prodotta dalle seguenti condizioni acui il vomere deve soddisfare : i.° lasua punta tocca terra (fig. g e Jig. 11):l’orlo esterno dell’ ala tocca pur terrae nella sua estremità B va a combaciarecol punto ideila base dell’orecchio postonell’ asse della rivoluzione ; 2. 0 I’ orlointerno del vomere, ossia la linea che dallapunta va dritto al mezzo della bomberaia,e su cui piomba la bure, viene con dolcecurva salendo fino a trovare il punto Ldell’ orecchio ; 5.° da codesto punto ilterzo lato del vomere, o la sua base devecombaciare con la base dell'orecchio, qua-le 1’ ha ridotta il taglio da noi fatto se-condo la linea A L. A questo contornodel vomere, così determinato da condi-zioni fisse, si viene conformando la suasuperficie, e piglia un garbo opportunis-simo all’ uso e bello a vedersi. Il vome-re del coltro-Ridolfì , il cui orlo internosale anch’ esso per formare il petto, hapoi, dalla parte dove tocca il terrenosodo, un lato verticale che forma nel disotto una specie di cassetta o astuccio incui entra il ceppo. Io non potei imi-tarlo, per mancanza di un adatto mas-sello di ferro, nella cui solidità poterricavare questa sponda arrovesciata cheva a terra: ho poi veduto che essa erainutile. Io ho preso un vomere qualili vende la Magona ; ne ho fatto tagliareun ala, e ho fatto alzare la linea di mez-zo, divenuta orlo sinistro nel modo cheho descritto. Per l’altezza poi che corredall’ orlo, così innalzato, alla staffa oriz-zontale che tocca terra, e della quale ora

ARA

parlerò, rimane un vuoto, riempito dalceppo, il che non offre inconveniente al' 1cuno. La fattura del vomere diviene cosifacilissima, e noi abbiamo cessato di faro®fabbricare all’ I. R. Magona, come prim®avevamo preso a fare per avere d’un pr e "ciso modello, vomeri e orecchi.

Una staffa della forma che può ve-dersi alla fig. 12, è bollita e inchiodataper maggior sicurezza al di sotto dell’ e 'stremila esterna B dell’ala; e va a «in-giungersi medesimamente al di sotto del-la punta. Essa fa un piano orizzontale,e fra lei e la superficie inferiore del vo- ;mere rimane un vuoto in cui entra unalingua del ceppo, la quale poi è tenutaobbligata al vomere con una vite, di cui ■si vede il capo sulla superficie superioredel vomere (fig. 9 ), e il galletto o da-do è accerchiato al di sotto della linguadi ceppo suddetta. La staffa si prolungaverso il ceppo notabilmente più dell’ ap-piombo della base del vomere. Il che e tnecessario per andar a trovare il grossodel ceppo, nel quale può così essere so-lidissimamente mandata a forza di sottoin su, come nel coltro-Ridolfì , ed esserefacilmente (senza che dia noia l’orecchio)all’ occorenza spinta in giù quella biettadi ferro che, pigliando la staffa del vo-mere, tiene obbligato strettamente il vo-mere medesimo, e per suo mezzo anche1’ orecchio, la cui base augnata si fa en-trar sotto la base del vomere, affinchémeglio combaciano. L’ orecchio è di p 11 *fermato nella sua faccia anteriore da unavite a legno ( il cui capo si vede nellafig. 9 ) che entra nel profime. Oltrecio1’ orecchio è mantenuto fortissi inamentenella sua situazione da due sbarre di fer>°fermate all’ orecchio da due viti ( ved- ^fig. 9 ), una delle quali sbarre (l’inferio-re ) è invitata nel ceppo, 1’ altra è invitata alla stegola (ved. fig. 11) con viti chetrapassano la grossezza della stegoladel ceppo, c son fermate con galle 110