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ti uluce rì-.i « i i
j. dl suo processo, e non guida
j Ur ' e, ' alore ad adattare l’instrumento al-
^ sue diverse circostanze. Oltre ciò, le
•sure e le proporzioni adottate da Jef-
P e l suo orecchio non mi paiono
Piu convenienti : 1’ aggetto è poco, e
estremità di quest’aggetto ( ICfig- 5 )
'umilmente conservata alla medesima
ezza del punto sovrastante all’ asse di
'l'azione; 1’ altezza è eccessiva, perchè
da lui al doppio della profondi-
e lavoro ( con cui ho mostrato che
‘ a non ha alcun rapporto ) ; eia
tri^ 72 ' 1 orecc ^'° ù lasciata ad arbi-
5 e determinata su quella del ceppo.
le sce dunque, per lo più, troppo ripida
er la molta altezza data al cono ascen-
e varia la spirale operatrice del ri-
d e i®.' mento 5 come son varie le profondità
co f aVOl ° e la lunghezza del ceppo, cir-
nze arbitrarie ed estranee alla rota-zione
Sce . Lne si vuol produrre. Così che na-Uial S0S P etto ; "he Jefferson medesimoSo C0Q Cepisse gli effetti del suo proces,e uial conoscesse i veri principi! che do-r j n ° dirigerlo-, altrimenti non avrebber^d*i^ a ^ a COn * anl;a indifferenza la natoe 1® spirale modellatrice dell’ orecl0 5 la quale è il tutto,s 7i'- ^ na l a Memoria del Lambru-su ! ^ COn *' ene ’ dice il Ridvlfi nell’ aurea3 Memoria, inserita nel Voi. XXIII,tose e se gg. del Giornale agrarioparte ° 5 6 c ' le < I U ’ riproduciamo in granco e ’. tutl ° luanto è necessario a stabilirel’oreccl am<!nte ^ taurina meccanica dei-
si- i „ ll0 ’. e< l a dimostrare con rigore qual'a Ja foggia eh- - -
gli j . ne P'u convenga assegnar-( 0ri ° e s, abbia la massima economia didei na §1' sturili sperimentai,
del c . lss,m ' a gronomi che si occuparonoche Una^ l > °. lerono giungere a tal punto,esservi ,eoi ’ a P' 11 compiuta non mostrid era j 3 j|. Sem P re dei perfezionamenti desi-
che vor n<;lla strutlura di esso. Il lettoretra con pazienza seguirmi,continua
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Rulolji. nelle considerazioni che pren-do ad esporre, potrà in seguito giudicares’io vada errato in questa opinione ; e lasua sentenza deciderà al tempo stessoIella sorte di questo mio scritto, il qualeè appunto diretto a stabilire sulle basidella scienza la teoria compiuta del col-tro ed a rilevare da essa ciò che resti an-cora imperfetto di questo istrumento.
Quest’ ultime parole precisano asufficienza 1’ oggetto e la natura del pre-sente lavoro ; esso è puramente speculati-vo e quindi più agrologico che agrario,più attinente alla scienza che non all’ar-te. Pure, anche a questa desso può tor-nar utile: vi vogliono peraltro nuovi stu-dii, e questi esperimentali, che fecondinole idee dalla teoria suggerite, per modoche effettivamente si faccian dei passi ver-so quella perfezione che la teoria stessaci avrà fatto conoscere in cosa consista ;ma questi nuovi stridii sono i più diffici-li, son necessariamente assai lunghi, e ab-bisognando di molto agio e di molta co-stanza non potrebbe mai troppo racco-mandarsi agl’ intelligenti e zelanti pro-motori degli agrarii perfezionamenti.
Condizioni alle quali deve soddisfareun buon orecchio.
Vediamo prima di tutto di scuopri-requelle condizioni generali cui deve sod-disfare P orecchio onde possa riputarsiadatto a produrre il voluto rivolgimentodella fetta che noi ci rappresentiamo nellasua posizione naturale colla retta (i) QJOf(Tav. XVIII del Suppl.^fg. i). Fissiamodunque bene P oggetto che ci proponia-mo ; col mezzo di un islfuménto che pro-gredisca nella direzione A R, noi dobbia-mo far ruotare quella retta attorno al suopunto estremo C, in un piano normale a
(i) Seguiamo 1’esempio dianzi adotta-to dal chiariss. Lambruschinì.