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vengono spostate.per l’effetto dell’ orec-chio. E siccome colale angolo diminuisceindefinitamente coll’ allungarsi dell’ elicadirettrice, così si vede che questo allun-gamento non dovrebbe aver limite quandoetnicamente si prendesse di mira il massimovtspai'mìo della porzione di forza motriceche si impiega nello storcere la fetta, sic-come è necessario onde essa scorra sullasuperficie dell’orecchio. Ma poiché dimi-nuendo l’inclinazione dell’elica direttriceal di là dei 45 0 54 ',l’effetto dannoso del-1 attrito si accresce ; quindi Don potràquesto limite oltrepassarsi che di unaquantità determinata, la quale sarà tantoMaggiore, quanto più sarà grande la coe-sione della terra, nel qual caso cresce la
re sistenza alla torsione.
Salutiamo adesso in pari modo l’ef-jfello dell’ aderenza. Questo è proporzio-nate all’ estensione delle superficie cheSl sfregano ; quindi siccome 1’ area dellasuperfi c i e elicoide cresce evideutementecolf allungarsi dell’elica direttrice, perciò |°nde diminuire al massimo l'effetto della,Gerenza, bisognerebbe accorciare il piùPossibile quest’ elica, ossia ridurre l’in-dicazione al limite minimo di cui si èParlalo alla p. ayj. Si vede adunque chela considerazione dell’ aderenza tende anidificare le dimensioni assegnale allVecchio nel paragrafo precedente in verso ^npposto che non la considerazione dellaPulsione. Quella vorrebbe che si accor-c, usse, questa che si allungasse. SiccomePerò la forza che s’ impiega nello storci-,mento della fetta è considerabilmentemaggiore dell’ altra che vince l’aderenza,cosi io credo, che la quantità di cui deveaccorciarsi 1’ e l; ca in vista del risparmio* quest ultima porzione di forza non' e, )ba superare 1’ allungamento che vieneSu ggeriio dal prendere in considerazione
re P allungameuiu
'ggerito dal prendere in considerazioneeffetto della torsione. Quindi io ritengo1 inclinazione dell’ elica non debba‘ai esser maggiore di quella precedente-
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jmente determinala; ma debba invece es-ser sempre più piccola, e tanto più quanto1 maggiormente tenaci saranno le terre che
Jsi tratterà di lavorare.
Non vi ha dubbio che considerando
P attrito prbporzionale alla pressione, laaderenza all’ estensione delle superficiein contatto, e la resistenza alla torsioneall’ angolo dì cui due sezioni successivedella fetta vengono spostate, e trovandole espressioni degli effetti di tutte questeresistenze che devono esser vinte, nonv’ ha dubbio, io dico, che si potrebbegiungere a determinare l’inclinazione del-P elica per la quale la somma di queglieffetti fosse la minima, dipendentementedai valori dei coefficienti dell’attrito, del-1 ’ aderenza e della torsione. Ma non mioccuperò qui di tale ricerca, e perchè laI non è suscettibile d’esser trattala senza,il soccorso del calcolo, e perchè non,credo che ne ricaverei vantaggio per lo
jscopo attuale.
Infatti una volta espressa l’inclina-zione dell’ elica per mezzo di quei trejCoefficienli, onde venirne ad assegnare injouaieri quell" istessa inclinazione, farebbejd’ uopo determinare prima coll’esperien-za il valore medio di quei coefficienti.
Or quando all’esperienza si debba ricor-rere, mi par più semplice e comodo che
ritenendo P inclinazione di 4 $° so ~pra determinata come un limite superio-re, si cerchi direttamente (mediante delleaccurate esperienze dinamometriche) diquanto giovi diminuirla a seconda dellecircostanze, per poi prendere la media diqueste diverse inclinazioni e con essa de-terminare il rapporto' fra la lunghezza da(assegnarsi all’ orecchio elicoide e la lar-ghezza della fetta. Avvertirò qui, giacché|P opportunità se ne presenta spontanea,che il valore di questo rapporto perP orecchio proposto dal sig. Lambru-s'chini si trova essere i, 5 oo ; e quindi unpoco minore di quello da noi determinato