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alla p. 285. Dopo ciò adunque, che ab-biamo détto nei paragrafi successivi, l’eli-ca presa come direttrice? dal sig. Lani-bruschini fu scelta troppo ripida, giacchéil valore di quel rapporto avrebbe do-vuto essere maggiore di i, 632 .' Giusta-mente perciò, il sig. colonnello EmilioBertone di Sambuy (i) modellava l’orec-chio dei coltri da lui fabbricati a Lesegnosecondo un’ elica più allungata, riducen-done a tale l’inclinazione da far che ilvalore del rapporto fra la larghezza dellefette e la lunghezza dell’ orecchio dive-nisse 2,166. Il signor Sambuy si dipar-tiva da considerazioni teoretiche giustis-sime, e cou queste appoggiava sufficien-temente nella memoria citata la opportu-nità della modificazione da esso introdottanella conformazione dell’orecchio. Mi sem-bra però che avendo, in quanto fu dettoin addietro, preso le mosse di più alto, edistituita un’ analisi più rigorosa delle di-verse cagioni di resistenza, quella oppor-tunità sia adesso anche meglio provata ;ma nel tempo stesso fa d’ uopo osserva-re ciré siccome il signor Sambuy nel fis-sare le dimensioni del suo orecchio eli-coide non ha avuto ricorso a quella seriedi esperienze dinamometriche di cui su-periormente si è parlato, così resta ildubbio se l’inclinazione da esso lui asse-gnata all’ elica direttrice possa veramenteritenersi per 1’ inclinazione media chequelle esperienze avrebbero appunto peroggetto di determinare. Così quel lavoroesperimentale che richiederebbe moltissi-ma pazienza ed assai sagacità, è cosa tuttada fare ; ed io la reputo cosa importantenon tanto, se così vuoisi, per l’arte agra-ria quanto per la' fisica tecnologica, chepotrebbe ricavarne molti lumi circa agl’in-teressapt'i subbietti dell’attrito, dell’ade-
(1) Vedi la sua Memoria inserita nellaGazzetta dell’Associazione agraria Piemon-tese. Tomo ], anno 1.
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renza e della torsione nelle circostanzespeciali di materie costituite da minuteparticelle più o meno coerenti, più o me'no disposte a cambiare la loro posizionerespetti va.
Come debba esser modellata la parteposteriore dell ’ orecchio.
Quanto abbiamo esposto finora hamirato unicamente a stabilire qual fossela natura più conveniente per la super-ficie dell’ orecchio nella sua parte ante-rióre, e quali norme ci dovessero guidarenel determinarne le dimensioni. Ma, co-me già avvertimmo in addietro, un orec-chio che fosse posteriormente terminatoalla linea di trapasso, non potrebbe ac-compagnare la fett. di terra nella sua ro-tazione che per un solo quarto di giro, ilche non basta ad .assicurarci che dopo ilpassaggio dell’istrumento niuna porzionedella terra medesima non ricada nel solcoaperto, impicciando il bifolco che' devecamminarvi dentro ed occupando lo spa-zio nel quale dovrebbe venire a situarsila fetta successiva. Inoltre, per diverseragioni, che è qui inutile l’enumerare, sivuole dai pratici che la faccia superioredella fetta venga a situarsi in una posizio-ne inclinata nella quale essa riguardi ver-so l’interno della terra.
Rappresentiamoci col rettangoloabcd (Jìg. 6) la fetta di terra che devecapovolgersi, ed immaginiamola condottanella posizione ab'c'd' per 1’ azione dellaparte anteriore dell’orecchio che nel pro-gredire l’abbia obbligata a ruotare intor-no al vertice a. Dalla seconda posizioneindicata dovendo la fetta passare in unaterza nella quale il lato c'dl riguardi, inbasso, egli è chiaro che questo nuovomovimento dovrà farsi intorno allo spi-golo di, per modo che la fetta medesimavenga in fine a situarsi nella posizionea"b"c"d'. E perchè questa posizione siatale che la terra possa rimanervi per