3<jo ARA
che non deve 1’ orecchio anche al di die-tro della linea di trapasso avere il suoorlo inferiore rettilineo ed orizzontale. Masì quelli che questi non trassero quel par-tito che avrebbero dovuto dalle loro os-servazioni. Ed i primi nel modo stessoche avevano assegnato una forma empi-rica e capricciosa alla parte anterioredell 1 orecchio, così fecero altrettanto perla posteriore; ed i secondi, guidati soltantodall’ osservazione del fatto, non feceroche proporre un compenso che non to-glieva intieramente l’inconveniente sopraaccennato e solo Io rendeva meno impo-nente. Quel compenso consisteva nel re-secare un piccolo segmento d’ orecchiocorrispondente a quel tratto del suo orloinferiore che rimane al di là della lineadi trapasso, per modo che il movimentodello spigolo interno della fetta non restipiù impedito. Ma dopo tutto quello cheabbiamo detto, noi riusciremo adesso congrandissima facilità a proporre un com-penso più radicale dando la vera soluzio-ne del problema che vi si riferisce.
Condotta la fetta di terra nella po-sizione ab'c d (fig. 6) per traslocarla nel-1’ altra a"b"c"d\ viene a prima giunta1’ idea di ottener quest 1 intento medianteuna nuova superficie elicoide, la qualeavesse la sua origine laddove la prima hail punto di trapasso, fosse situata al latodi quest 1 ultima in modo che i loro assiriuscissero paralleli, ed infine tanto si pro-lungasse posteriormente quanto occorre-rebbe perchè il lato d'a della fetta scor-rendo su di essa fosse accompagnato finnella posizione d'a". Nè dopo tutte lecose discusse fin qui potrebbe nascere al-cun dubbio sulle dimensioni che conver-rebbe assegnare a questa seconda super-ficie elicoide ; il raggio d'a del cilindrosu cui dovrebbe descriversi 1’ elica diret-trice dovrebbe prendersi eguale alla pro-fondità da del lavoro, e l’inclinazione diquell’elica dovrebbe evidentemente essere
ARA
determinata dietro le avvertenze fatte all*p. 285, 286 e segg. Ma un esame più a c 'curato delle conseguenze alle quali con-durrebbe l’adozione di questo sistema c*ne scuoprirebbe tosto alcuni gravi incon-venienti, i quali peraltro lascerò che il I el "tore ravvisi da sè stesso onde non dilun-garmi di troppo inutilmente. Dirò solo chedessi, considerati almeno astrattamente,appariscono tali da indurre ad abbandona-re affatto l 1 idea preconcepita ; perlocheresta che si studi come possa supplirsi allaseconda superficie elicoide mediante unaconveniente aggiunta che si faccia alla pri-ma posteriormente alla linea di trapasso-Or bene, posto mente a quantoabbiamo detto a pag. 288 esponendo ilmodo nel quale deve compiersi il rivolg 1 'mento della fetta, ed avuto riguardo alprincipio che questa deve dall 1 orecchi 0essere accompagnata nel suo movimentofino alla posizione finale senza venirnecompressa ; sarà facile al lettore di pei'-suadersi che la foggia che si conviene all 3parte posteriore dell 1 orecchio si è quell 3superficie che può intendersi generatadel lato ab del rettangolo abed (fig. 7) nelmovimento che esso prenderebbe quandosi facesse scorrere l’altro lato da nella su-perficie, elicoide di cui si è disopra fattoparola. In altri termini, se sopra di questae corrispondentemeute a ciascuna posizio-ne della retta generatrice si suppongonoappoggiati, con uno dei loro lati, altre 1 "tanti rettangoli tutti eguali ad abed ed i cu*piani siano normali all’asse della superfio'®elicoide medesima, ne verrà che i lati a 0 "periori di quei rettangoli a squadra c °'precedenti costituiranno colloro insiemel®superficie, secondo la quale dovremo mo-dellare la parte, posteriore dell’ orecchi 0.Ciò posto, niente di più facile a®guendo il metodo tenuto dal sig. Ja arn .bruschini , che ottenere la matrice su cUl|modellare effettivamente questa p afl ®'dell’orecchio. A quest’oggetto fa d uop°