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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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7) i o A ì! A

applicazione della forza moiri ce in mododa far pendere una fascia di terra dipiù o meno larga. Quando l’aratro lavora,questa cima densi necessariamente nellajlinea di resistenza, che va dal vomere alpettorale del cavallo, ed in allora la car-reggiata non ha quasi veruno sforzo dasostenere dal lato verticale.

Si provò a fare gli aratri con unasola ruota, volendo in tal guisa scemarneil costo ed il peso ; ma questa ruota do-vendo essere immediatamente sotto labo-re non può avere che un piccolissimo dia-metro ; per conseguenza saltella, cade nelleineguaglianze, ed anche nel solco stesso,e si carica di molta terra; quindi vi sirinunciò. Se si ponesse una ruota piùgrande, converrebbe che fosse posta da unlato della bure, ed all’ inconveniente cheessa avrebbe di rovesciare l'aratro, vi siaggiungerebbe l’altro d’impedirgli di gi-rare facilmente.

Gl’ Inglesi, gli Amer icani, i Fiam-minghi non ne mettono più ai loro ara-tri, questi ultimi vi hanno sostituito unaspecie di scarpa strisciante che sostienela cima della freccia, ma i primi non vipongono assolutamente nulla : la trazionedegli animali combinata con lo sforzoche fa l 1 uomo che conduce 1’ aratro, èciò che lo conserva nella sua direzione.Gl’ Inglesi lo chiamano Jvving-plough ,che tradurremo aratro oscillatore. Labure disposta quasi orizzontalmente tienealla sua cima una briglia d’ attiraglio chepermette di far variare 1’ affondamento ela larghezza della fetta di terra da rove-sciarsi altrettanto bene quanto colle mo-te. Il corpo dell’aratro non è minima-mente diverso dagli altri.

Il carreggiato è egli utileo dannoso?L’utilità sua è contrastata, ed infatti è dadesiderarsi che ne venga limitato 1’ usopiù che sia possibile, giacché esso costaquasi altrettanto che 1’ aratro, e consumapiù di forza motrice. Però si avverta be-

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ne che desso è un mezzo di sussidio f elcavalli e per i bovi nei terreni forti, p a "gina 232 , §. 56 e pag. 256 , §. 66, epag. 262, §. 81. Abbiamo detto che di'minuisce la fatica degli animali ( §. 82 )>e questo non perchè esiga minor sfora 0di trazione, ma perchè 1’ aratro riesce p" 1stabile, cioè che non vacilla a destra 0 asinistra.

Anche l’illustre agronomo francesisig. Dombasle nei suoi Annali diville (Huitième liv., pag. 4°8, §. 11)che il carreggiato è utile per regolare 1lavori di poca profondità, e aggiunge ch eè realmente utile per certi terreni arg'l'losi, i quali si attaccano fortemente a tuff®le parti dell’ aratro, quando si lavora i"tempi umidi, perchè in tal caso il terreo 0tende a non lasciarsi penetrare : epperc' 0giova a prendere alquanto di forzaavere un lavoro regolare.

Alcuni trovarono queste parole

contraddizione a quanto pubblicava peri 0innanzi, mentre vendette ben tremila ara'tri senza ruote; e fu anzi accusato di nu°'cere alla propagazione dei migliori slr°'menti. Ma noi invece troviamo di loda'altamente il vero amico dei campi, il qual®-. : 11 °

si fece premura di additare altrui queche la esperienza gli dimostrava più util®"Di remo bensì agli agricoltori, che pod' 1sono i casi in cui giovi il carreggiatole eh®perciò vadino a rilento nell’abbracciati 0.Soggiungeremo inoltre importa' 0moltissimo che gli aratri semplici sia" 0perfettamente eseguiti, giacché altriuief 11saranno peggiori, e rieseiranno più la* 1 'cosi degli aratri col carreggiato.

Effetti del carreggiato, pag. 266,

§§• 9 3 5 94 ? 9 5 5 9 6, — Avver-tasi pure che nel carreggiato de-vesi considerare la cassa dell’as-se, la braciuola, la bilancia, ibilancini, il forcone ( p. 266,

§. 91 ), e lo scannetto ( p. 2 66 ).