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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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■. Chiù varila intorno alla quale girala staffa li.

t. Cavicchia che sostiene la testadel limone, e la quale serve a regolare1' affondamento dell’ aratro, secondo cheè introdotto in un’apertura più o menoelevato dei ritti.

La larghezza del suolo si regola ac-corciando una delle catene A più dell’al-tra, e inclinando lo scannello.

Approfittando però Grangè delleosservazioni pratiche falle dopo gli espe-rimenti che si eseguirono a Parigi nelgiugno e luglio del i 853 , migliorò anco-ra più 1’ applicazione del suo sistemaagli aratri a carreggiata. I perfezionamen-ti consistono :

ì,° Nel rendere lo scannello mobilesì a destra che a sinistra, nel modo cheabbiamo indicato (ved.Jìg. 3 ) ;

2.° Nel porre la leva di pressione opigiatore a destra e al di sopra della sa-la ; il che evita che 1’ aratro s’impeguitroppo nei terreni concimati, o pieni dierbe, e produce la pressione dal lato delrovesciatojo, che è il vero punto dellaresistenza, anziché agire sul lato opposto,che non avendo lo stesso punto di ap-poggio, poteva, allorché la leva dovevafar molla forza, far pendere 1’aratro asinistra e portarlo fuori dal solco. Inoltrequesta diversa disposizione del pigiatore,recò il vantaggio di fare a meno della levad’equilibrio o leva dei cosciali, la cui azioneviene ora prodotta dallo stesso pigiatore:

3 ° Nel fare più aperto P angolodel limone col ceppo, affinché le catenetiranti premano più direttamente sul tallune dell’aratro, o scemino quindi l’azio-ne del [ligia! ore ;

4. " Nel disporre gli assi della salain maniera da poter allontanare o avvici-nare le ruote, per lare i solchi più omeno larghi senza bisogno d' inclinarepiù o meno i ritti, come nei primi aratri ;

5 . ° Nel porre due stive invece di

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una, acciocché il bifolco possa, volendolo*guidare P aratro, per riparare qualcb emancanza, dirizzare alcuni solchi o P efaltre circostanze in cui lo stimi necessari 0-

Con tali modificazioni si ottenneanche P importante vantaggio di pote rrendere P aratro libero, levando soIlBut°le chiavarde die ritengono nella sala 1°scannello stabile ; quindi un aratro Gran'gè può sull’ istante ridursi simile ai co-muni e guidarsi dal bifolco, se questitrovasse qualche difficoltà a regolarne illavoro. Questa innovazione fu forse la p'°giovevole alla propagazione di quell’islru'mento, giacché i bifolchi potranno cosiaccostumarsi a farne oso a poco a poco,adoperando ora come semplice, ora colmeccanismo pigiatore, quando invece dap-prima molti di essi arrestati della meno-ma difficoltà rinunciavano assolutamen-te all’ uso di esso.

La fg. 3 (Tav. XXXI del Sappi)presenta una sezione dell’alzata, e la fig- 4(I. c.) la pianta del nuovo modello dell 3 'ratro Grangè perfezionato dal suo inveO'ture nel 1834. Le stesse lettere indicanoin ambo le figure i medesimi oggetti.

A A, linea di mezzo del timone ; B*lato sinistro, del ceppo, o linea del fian 00del solco, - C, linea del tiro ; D, linea cen-trale dei cosciali ; Am, linea della sala; £>cosciali; F, staffa o guida della carregg 10 'ta; II, uncini per attaccare le catene 0tiranti G ; I, scannello mobile a due p' 301inclinati (come nella Tav. VII, Jìg■ 5 )’munito di un regolatore K, e di due cavi®'chie L ; I, snodatura ; M, ritti fra i q 11 ^ 1è posto il timone; N, staffa anteriore fi 5 'sata sul cosciale a destra per riceverepigiatore P ; O, staffa posteriore ; P? P 1gialore ; O, leva di riposo che serve a ^ aluscire l’aratro di terra, mediante la cat»° av, tenuta dall’uncino C'; U, stive; V, _ calaslrello ; W, ceppo ; X, rovesciato' 0 ’¥, chiavarda ; Z, coltello fissato sul ti®°ne con una bietta o meglio con una P' aslr