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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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ARA ARÀ . . 5a9 .

a iwv* in alto: a » i difelli degli aratri a „ spingerla nei fondi; ha «1 vantaggio di

gira-orecchio : e 5 ° i diversi mezzi daini » poter segu.re le s.nuos.ta, ed opera con■ • . > c J 1 . r - (Vilità. Occorre muior lem-

unpiegali per supplirvi. Dà egli il disegno » pronte.» « ^ hll;1 , lf . in0 , fjr gira-ci suo aratro-binato, che sebbene nasi » po per d la C ? ;i bi i anc ino, comeveduto lavorare con buon esito, ha pero » re r cavalli e "poi .

l> ‘Conveniente di essere difficile a rivol- „ per girare 1 arabo ^\

> ere all’ estremità di ogni solco, massime „ Quest’ aratro rese i m> SS | yel _

quando la terra è argillosa ed umida. Ve- » Grignoo, la scorsa pum ‘ » P .

0 -■ a v„i_ „ lare ,, nrpenti di terra desimeli a ri

l’annn ni'OSSiulO. »

io ta terra e arguu»»

Pendolo appunto a lavorare, cercò Vulcourt di rimediare a tale diletto, e la let-tura dì Arturo Young gli suggerì l’ideadel suo aratro-binato, di cui diamo qui il

disegno, ^

Bella, direttore del podere regio diGrignon, amò farlo eseguire nelle sue of-ficine nel 1829, e se ne valse ccm succes 'so, nel 183o, per livellare alcuni vecchiboschetti assai ineguali,.da cui l’anno pri-ma aveva tatto sradicare- gli'alberi, ed ec-* 10 fi suo riferto ;

« L'

» lare 1 1 aipc... .

» dursi a prato l’anno prossimo. »

La sola visla del disegno mostra chenon si rigira mai l'aratro, camminando es-|so come la spuola del tessitore. Giunto, all'estremità del solco, si fermano i cavalli,si tira la chiavetta e, jìg. 1, Tav. XXXlIf,ed allora il bilancino I abbandona il re-,jgolatore H. Si fanno rigirare i cavalli e si[ferma il bilancino Iall’altio regolatore.

Il vantaggio principale di questo a-

ratro è nei terreni in declivio ; ma si può‘■'-.-«ni r.iani , come

CUUiUC __

(( - ratro è nei terreni m Uvu«. - y

' dosso ^ ati ° doppio detto dosso a adoprare anche nei terreni piani, come> Grigno * ^■alcourl fatto eseguire a l'aratro a gira-orecchio. Il maggior o mi-

u getto c ' su _fifi‘ s ffi pienamente all og- nor p eso ( p un aratro fa poca diffidenza» benìssi U " .f'’ lava ^ autore ; sostituisce nella forza della tiratura , ma ne fa molta» op e j. a 1U -° ~ mro a S ira - orecchio » e (J nella stabilità di esso.

» fi vant^' U - e ‘ cacemente ) avendo inoltre Le jig_ t e 2 rappresentano esatta-li leno e ' a forza di sfondare il ter- mente 1’ aratro di Grignon.

» Pollicf U U1 ° a ^' a 10 L’autore crede, che si potranno up-

~ _ portarvi con vantaggio alcune modifica-

» ne n 11 US k 11 ^* cava fi‘ 1 ° trascinano be- zioni,quali sono indicate dalle fig. 3 e 4 -„ basl 6 6 aialui 'e ordinarie, quattro bovi Se si tolgono dalla Jlg. 3 quattroa no pei gli sfondamenti più dittici- stive E, si vedrà esser quest’ aratro esal-..nt; es ; mu ner tamente il davanti di due aratri di Dom~

" — —uà la terra a de-

cano per gli sfunilameuu p.u --

" b. Questo istrumenlo fu utilissimo per" arare nei declivi dove non è possìbile” formare dorsi , per livellare la terra e

stive E, si vedrà esser quc».-

tamente il davanti di due aratri di Dom -basic (ma di cui l'uno getta la terra a de-stra e 1’ altro a sinistra ), che sono messidosso a dosso sopra la linea X. L’ orec-chione non è lungo quanto quello dell’a-i -„/„ ma somiglia più all’a-

chioue non è lungo qunnw

di . . . „ . ratro di Dombasle , ma somiglia più alfa-

j an ‘pi, e dove razione di rivolgere l’ara- ratro americano o a quello dell ataltotoni-sia , ’ su ' la difficilissima ed assai penosa, ci m ingo. L’asse A ha eziandio 2 pollici dia ,uellel ' e soUo e” oc . chi . , !f i meno di quella dell’aratro Dombasle ,

v« 1 • . codesto aratro, ìiuulelUiiJoc» «Iella .11 firvr» al rpfrnlaloru

Il ;'; d » testimonianza di Trochu di Belle- dalla punta del vomere fino al regolatore

Non ea 'Mer, clie ce ue fa uu bell’ elogio.

„ Ua .““ffitiamo che tale istrumenlo non

rin.1 a ^ n ‘ m °h° dall’ essere conosciulo, e si „ii-

P ru curat-sene del lutto compiuti alt’1- (‘)S’ può aggiunge e. a e

““alo di Gr ; ”“..n

àrignon

Dà. d’ A