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Saggi sulla filosofia delle lingue e del gusto / di Melchior Cesarotti
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4i8 LETTERA,

avete mai inteso il nome di Carlo Dottori te-nuto in alto pregio da Francesco Redi ? Ap-prendete dunque da me che nello sgraziatissimosecolo del seicento egli fu uno dei pochi cigniche seppero alzarsi dal fango e se pur nebbealquanto spruzzate le ale, potè non pertantoslanciarsi in alto : apprendete eh ei potè me-ritarsi un triplice alloro poetico, che il suoAristodemo non la cede a veruna tragediaitaliana innanzi la Merope , che il suo poemaeroicomico dell Asino cede appena appena allaSecchia, e che le sue poesie liriche , mal-grado qualche difetto di quell 1 età , sentono

hanno poi le Storie Italiane della Dinastia Carraresedi Galeazzo e Andrea Gattari, cancellieri e ministridegli ultimi p .incipri Bernardino Scardeone canonicoPadovano nel secolo 16 scrisse in latino col buonsapor de suoi tempi un opera sulle antichità della suapatria, e tu forse il primo dognaltro a dar lesempiodi tpiel metodo di storia reso poi tanto familiare aimoderni col titolo di Memorie', genere il più conve-niente a chi scrive d una privata città. Gian-Domenico.Spazzarmi cancellier di Padova lasciò una storia latinamanoscritta delle Cose de Veneti sino alla fine dellaLega di Candirai, piena di notizie non comuni, e scrittacon una precisione che ricorda Sallustio . Più ampia-mente si estese colle sue Storie Italiane Marco Guazzo che abbracciò tutti i fatti desuoi tempi, e sbozzò an-che una storia generale del Mondo. Quest uomo fuaneli esso guerriero e storico come il Pi iorato, e di piùpoeta inventivo e fantastico, come apparisce dal suopoema romanzesco intitolato Astolfo Bizzarro. La suavita e opere così diverse provano almeno eh egli seppeaccoppiare al valore lo studio, e non mancava dierudizione, di fantasia, di spirito, qualità chesmentiscono il giudizio del nostro Critico sulla Patavini »,