ALL’AB. DENINA ( 421
longevità; poiché privilegiata dal cielo con unavita d 1 un secolo e più, ne celebrò il compi-mento con un carme secolare ; e ; quel eh’ èpiù mirabile ; oppressa due anni dopo dall 1 ul-tima infermità e certa già del suo fine } con-servò a tal segno la sua naturale intrepidezzache osò poeticamente scherzar colla morte ;indi prossima all’ agonia ; rivolta all’ oggetto ve-nerabile del nostro culto, proruppe in un can-tico religioso e patetico, lasciando gli astantiinterdetti di sorpresa e di tenerezza (a).
(a) Gioverà estrar dalla detta lettera alcune partico-larità che serviranno di rischiaramento a quanto si dissenel Testo « Fu colta e dotta, scriveva con eleganzaanche in lingua francese .... aveva anche genio perla pittura e vi riusciva felicemente. La sua conversa-zione fu amena, sensata e vivace fino nell’ultima età:di memoria così tenace, che recitava le centir.aja diversi composti da lei ottant’ anni innanzi. Nella suagioventù fu valorosa cacciatrice a piedi e a cavallo , emaneggiava le arme al paro di qualunque uomo. Pienadi coraggio virile anche in età decrepita, teneva appeseal letto le sue arme da fuoco, e sentendo che una truppadi banditi vagava la notte per la città e assaliva le case,ordinò che le sue arme si tenessero nette e pronte perpoter ella stessa usarle al bisogno ; tanto seppe conser-vare sino all’ ultimo respiro il suo nobile Padovano fe-roce genio ( N. B. Tu che lodi la nostra bonarietà). . .Fu madre di quel Cav. Luigi di cui si è parlato disopra con tanta lode : alla nuova della sua mortescrisse una lettera così mista d’eroico e di tenero amormaterno, che cavò 1’ ammirazione e le lagrime , e giròper le mani d’ognuno come un esemplare d’animagrande nelle avversità più sensibili. I suoi versi per unanobile donna erano assai belli, ma bellissime ancheper un saggio e dotto uomo erano le sue lettere , e