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Saggi sulla filosofia delle lingue e del gusto / di Melchior Cesarotti
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ALL 5 AB. DENINA / p 3

voi, benché sien pur Padovani vostro malgra-do. Il primo è quello Stesso Ab. Fortis che voiesaltaste come naturalista, e eli è inoltre, senoi sapete , uno de più vivaci scrittori c deipiù squisiti poeti lirici di cui si pregi e siasipregiata 1 Italia . E il secondo quellAb. Cesa-rotti di cui pariate qua e nella vostra operacon indizi di strina , credendo però sempre , ovolendo credere eh egli non abbia altra patriache Parma. Errore è questo forse scusabile,perchè c era qualche cosa che potea farvi illu-sione ; ma pur errore che poteva evitarsi , solche aveste fatto un cenno di ciò o a lui stes-so , o ad alcun di noi. Or io ho la compia-cenza di dirvi eh egli è Padovano nativo edoriginario , e si pregia d esser nato e allevato

E qui tacque, non potendo più tirare innanzi. Questoche è un. dolcemente cantar da cigno , ed esser unAngelo prima di ritrovarsi in Cielo.

Il celebre Ab. Lazarini onorò la di lei memoria colseguente jambo degno del secolo d Augusto.

Jacet Beatrix condita hoc sub marmare,

Ab inclytis quae nata Pappafaviis ,

Et Cittadellae nupta nobili viro :

Faecunda prolis optimae metter fuit.

Fsmista forma , moribus venustior,

Cultuque viribusque pollcns ingeni,

Queis vincta lusit carmina Etruscis modis fFavente Phoebo , vel senecta in ultima.

Claram beavit patriam et domum suam.

Vicena lustra vixit atque annos duosNovemque menses, unicum et summum diem $Tarn cara semper omnibus , mortem ut citoPutent ohisse saeculum quae vixerit.