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voi, benché sien pur Padovani vostro malgra-do. Il primo è quello Stesso Ab. Fortis che voiesaltaste come naturalista, e eli’ è inoltre, senoi sapete , uno de’ più vivaci scrittori c deipiù squisiti poeti lirici di cui si pregi e siasipregiata 1’ Italia . E il secondo quell’Ab. Cesa-rotti di cui pariate qua e là nella vostra operacon indizi di strina , credendo però sempre , ovolendo credere eh’ egli non abbia altra patriache Parma. Errore è questo forse scusabile,perchè c’ era qualche cosa che potea farvi illu-sione ; ma pur errore che poteva evitarsi , solche aveste fatto un cenno di ciò o a lui stes-so , o ad alcun di noi. Or io ho la compia-cenza di dirvi eh’ egli è Padovano nativo edoriginario , e si pregia d’ esser nato e allevato
E qui tacque, non potendo più tirare innanzi. Questo sìche è un. dolcemente cantar da cigno , ed esser unAngelo prima di ritrovarsi in Cielo.
Il celebre Ab. Lazarini onorò la di lei memoria colseguente jambo degno del secolo d’ Augusto.
Jacet Beatrix condita hoc sub marmare,
Ab inclytis quae nata Pappafaviis ,
Et Cittadellae nupta nobili viro :
Faecunda prolis optimae metter fuit.
Fsmista forma , moribus venustior,
Cultuque viribusque pollcns ingeni,
Queis vincta lusit carmina Etruscis modis fFavente Phoebo , vel senecta in ultima.
Claram beavit patriam et domum suam.
Vicena lustra vixit atque annos duosNovemque menses, unicum et summum diem $Tarn cara semper omnibus , mortem ut citoPutent ohisse saeculum quae vixerit.