ALL’ AB. DENINA 429
denti la lingua per toglier al tiranno speranzadi trargli di bocca i nomi dei complici 1 o allacostanza di quell’ Ugone di Sant’ Uliana checarcerato da Éccelino, e minacciato di morte,perorò per i suoi compagni innocenti, senzadegnarsi di far mai parola di sè , e morì col-l’intrepidezza di Trasea , e colla gioja d’unmartire (a)]
E che direm di quel sesso che tra noi sirese ammirabile per l’unione delle proprie edelle virili virtù ? La nostra sublime Arria , chesi trasse il ferro dal petto tinto di sangue, elo porse allo sposo per incoraggiarlo a imitarla 3quell’Arria, il di cui eroismo oscuro e domesticoera ammirato da Plinio ancor più che il suofamoso non dolet (ò) 3 dovrem noi dilla daqui innanzi una buona femmina e nulla più ? equell’Arria seconda e quella Fannia, l’una fi-glia , l’altra nipote della precedente, ambeduemogli d’ eroi (c) 3 e Serrana Procula specchio
(a) Condannabile come cittadino , ma memorabileper audacia, forza e presenza di spirito , fu Solimanode’ Rossi da Brazolo, che solo trincierato nel suo ca-stello osò resistere a tutte le forze del comune di Pa-dova, piuttosto che assoggettarsi come gli altri a pagarle imposte. E prezzo dell’ opera legger presso il Alus-sato i dettagli di questo fatto. Costui era inoltre uonud’ una severità così feroce , che avendo colta sua figlinell’ atto di accoppiarsi col pedagogo domestico, agguisdell’ antico Aristodemo la trucidò di sua mano. Cont'remo anche questo tra gli esempi della nostra bonarietà
(è) V. Plinio lib. 3 . Epist. a Nepote, ove riferisevari tratti singolari e ammirabili di questa eroina.
(c) L’ una moglie di Trasea Peto , l’altra di ElvitoPrisco. Ambedue queste matrone furono cacciate in si-gi io da Nerone che ne lemea la virtù. Plinio sittoT rajano ebbe il merito di difenderle , e farle richiamare.