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foce eh’ ei non osò troppo. Alcune notizie importantissime riguardoad Erode attico , che non ebbe il Salmasio, ripigliano nelle breviosservazioni del romano antiquario il loro luogo. Egli è d’avviso,che Erode il nome ponesse al suo Triopio, non da Triope tessalo,come estimava il Salmasio, ma sì dall’ Argivo, che fu padre a Pe-lasgo: opinione, che alcuni dotti oltramontani (16), giudicaronoessere più presto ingegnosa che vera, e cui quella di esso Salmasiopreferirono. Io non so allontanarmi dal loro divisamento; ma altrecose spettanti alla storia, che primo vide, e rettamente vide il Vi-sconti, le molte lezioni ch’egli raddirizzò, inuovi sensi ch’ei trassefuori, siccome riscossero i plausi di quelli, così riempiono me digrandissima ammirazione. Prova, che il nome di Marcello, che ènel secondo caso e posto in testa alla seconda iscrizione, accennaMarcello Sidete; e che questi è l’autore della ornatissima poesia.Argomenta di poi, fatto paragone dello stile, che la prima iscrizione èpur opera di esso Marcello ; convince, che fratei di Regilla fu AppioAnnio Bradua, console nell’anno di Cristo ICO, e non M. AttilioBradua, ch’ebbe i fasci nell’anno 185, come voleva il Salmasio,eche quella, che onorasi nella seconda iscrizione col titolo fastoso dinovella Cerere, dee riputarsi Faustina minore .
Diè al Visconti l’incarico di queste illustrazioni il principe D.Marcantonio Borghesi, che pur quelle gli affidò dei Monumenti ga-ttini. Avea quel signor magnanimo con la proposta di nobilissimecondizioni incoraggiato lo scozzese Gavino Hamilton, pittor rino-mato e ricercatore indefesso delle antichità, ad intraprendere gliscavi, ch’ei riputava potersi con felice riuscimento eseguire in quel-l’ampio territorio dei Borghesi, che chiamato è dal nome del vicinlago, Pantan de’ Grifi, ed abbraccia verso il confine aquilonare lamaggior parte del suolo in cui Gabi sorgeva. Nè Hamilton s’ingan-nò, nè il generoso Mecenate gli diè animo invano. N ella primaveradell’anno 1792 uscirono al giorno da questi scavi molti bei monu-menti scolpiti e scritti, che lustro arrecarono alle arti belle, e d’in-cremento furono all’ erudizione e all’ antiquaria.
Le immagini di Marco A grippa, di Tiberio, di Germanico , diClaudio, di Nerone, d’Adriano, di Marco Aurelio, di Lucilla, di Set-timio Severo, di Geta , di Plautilla, e di Gordiano pio, ritrovate in
(16) V. doct. facobs ad Anal. Brunck. voi. U. p. 300.