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nc è rispetto alle tavole, ugualmente che ai caratteri, splendidissima.Scrisse ancor questa il Visconti richiestone dal lodato principe Mar-cantonio Borghesi (18), che giusto estimatore dei monumenti da sèposseduti, illustrati gli volea in quel modo, che degno fosse di sì pre-giato tesoro. N’ ebbe egli l’intento; se dir piuttosto non deesi, chene vedesse superata l’espettazione; tanto sagace appare in quest’o-pera la mente dell’illustratore, sì importanti sono le sue scoperte, sìgiusto il criterio, sì ingegnose le congetture, sì copiosa nella suascelta l’erudizione, e sì laudevoli le ricerche in tutto quello che al-l’arte si aspetta. Abbia or saggio di ciò che affermo il mio lettore,nelle poche cose, che tratte da quest’opere, con lui comunico.
Scoperta per ogni parte provata quella è, a mio credere, dellatavola quinta del tomo primo, nella quale è effigiato un giovanenudo ed imberbe, in sembianze guerriere ed insieme avvenenti,che minaccioso volge a destra il capo coperto della celata, sollevala sinistra, quasi imbracciato abbia lo scudo, e la destra stendecome se l’asta brandisse. Egli non è Marte ; perocché quando Marte scolpito fu senza barba, se fattezze ebbe gentili, quel vezzo perònon ebbe, nè quell’amabil fierezza, che nel volto di questa statuapuò ognuno vedere. I capelli di essa sono distesi ed in ciocche di-visi; laddove in Marte crespi si mostrano e ricciuti. In quelle par-ticolarità, siccome nella robusta ampiezza del collo, e nel poco ri-salto del mento, dobbiam riconoscere Achille, guidati da Omero eda altri antichi, che insegnano essere stato siffatto il greco Eroe.Vengono in opportuno sussidio le non poche teste ammirate negliodierni musei, che repliche dir si possono in questo della statuaborghesiana; massime quelle, che negli ornamenti del cimiero sof-ferto hanno dal tempo ingiuria minore. Questi ornamenti sono imedesimi che que’ che l’elmo decoravano della Minerva di Fidia :
(18) Veggasi l’avviso ai lettori, premesso all’opera dai eh. cav. Gio.Gherardo de’Rossi e Stefano Piale; i quali ne informano, che quel Prin-cipe per non ispaventare il Risconti coll’ immensità del lavoro , gl'im-pose di scrivere i suoi commentari a seconda che i disegni e le incisionisi andavano avanzando ; e che, abbandonatasi per le passate luttuosevicende d’Italia l’impresa, e perdutesi alcune delle illustrazioni del Vi-sconti, quella si è per loro riassunta, e supplito si è a queste, in partecoll’adottare le spiegazioni del Lamberti, le quali sono tra quelle, conche questo letterato brevemente illustrò in due volumi in 8.° i Monu-menti della villa Pinciana, e in parte dandone di proprie.