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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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cioè la sfinge nel mezzo, c i grifi nei lati; siccome Pausania ha la-sciato scritto. Or la celata, che in prima portò Achille , dono fu diMinerva. Testimonia Omero , che le armi, le quali egli vestì innanziche Patroclo ne fosse spogliato, quelle erano di che gli Dei fecerodono a Pcleo nel dì delle sue nozze; e in un bassorilievo della villaAlbani, Minerva presenta ad esso Peleo una celata. Inerendo forse,dice il Visconti, a questa circostanza mitologica lo scultore, ha datoad Achille V elmo stesso, che area Minerva nel suo più celebre si-mulacro. Altro argomento ad afforzare la sua sentenza trasse il sa-gace antiquario dai due lupi scolpiti nella corona dell’ elmo, chela testa ricuopre della statua, ch’egli illustra : notando che i Mirmi-doni, seguaci d’Achille, comparati sono da Omero a lupi assetati,che vanno a torme ; e che Achille stesso detto è da Licofrone ilfulvo lupo. Quello però in che egli massimamente si fonda, c benn’ha ragione, è un anello, che cinge sopra il malleolo la destragamba del simulacro; il quale anello avere adoperato a difesa gliantichi guerrieri, fa egli il primo con prove certissime manifesto.Dal che deduce, che veggasi in istatua rappresentante Achille perdovere argomentare, che in quella parte poteva egli solamente fe-rirsi. E se gli scrittori non determinano per quale delle due gambestretto fosse Achille da Tetide, allorché ella il tuffò bambino nelleacque di Stige, afline di renderlo nelle immerse parti del corpo in-vulnerabile, viene in soccorso un bassorilievo capitolino, nel qualeappunto ciò fa Tetide tenendo il figliuolo suo pel destro piede.

Si credeano Pilade e Oreste da alcuni antiquari, tra’ quali fupure il Winckehnann, e da altri si reputavano Castore e Polluce,i due giovani collocati su d’una sola base, che riportati sono allatavola nona del medesimo primo volume. Scuopre il Visconti neltronco, che serve lor di sostegno, manifesti vestigi della scure edel caduceo, e ben ne argomenta, dover essi rappresentare Vul-cano e Mercurio. E per liberar da dubbiezza ognuno, cui stranacosa paresse e la giovanile età del Dio del fuoco, e lo star lui colfigliuolo di Maia, rammemora, che vedesi Vulcano in giovanili sem-bianze nel celebre Puteale del Capitolino, e clTè Mercurio il numedelle scienze e delle lettere, com’è Vulcano l’inventor delle arti;onde Platone gli pose insieme nel suo Protagora , siccome Dei, aiquali non solo il perfezionamento, ma la conservazione eziandiosi debba dell’ uman genere. E per ravvicinare la relazione, rifletteingegnosamente il Visconti, che se Vulcano è il nume e 1’ allegoria