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Storia della Accademia della Crusca e rapporti ed elogi editi ed inediti detti in varie adunanze solenni della medesima / dal segretario ... Gio. Batista Zannoni
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menti della Cronologia d’ Eustachio Manfedi, il Modo di misu-rare le distanze di Cosimo Bartoli , la Sfera astronomica del Ca-valieri, la Pratica astrologica e il Compendio delle regole deitriangoli del medesimo, le Notizie dell’ impero della China delMagalotti, c le Relazioni varie voltate in toscano da questo pre-stantissimo ingegno, che in esso anche recò dal francese il Men-dicare abolito nella città di Montalbano ; libro, di che pur hafatto spoglio il mentovalo Accademico, e che dee assai riputarsiper l’argomento, dandovisi piena contezza dei modi adoperati inMontalbano allinc di provvedere più eflìcacemente alla vera in-digenza, c togliere affatto il pitoccar dei guidoni; onde n’ebbegran giovamento il costume : fine, cui mirar debbono i regola-menti e le leggi e quando e quanto possono; che nè sempre, nòtutto, possono. Questi loro limiti furon subietto di una lezioneall’ accademico Collini; nella quale, presa egli la traccia da unvalente oltramontano, esaminò quale influenza aver possa la le-gislazione nella morale, e quanto e quale soccorso debba quellaprestare a questa. La morale e la legislazione intendono ugual-mente a dirigere le umane azioni alla pubblica felicità, ma nonhanno uguali confini. La morale ha signoria sulle azioni pub-bliche e sulle private; e la legislazione non può, nè dee, eser-citar continuo impero sulla condotta degli uomini: e ciò per duecagioni. In primo luogo essa non può direttamente averlo cheper via delle pene, che sono altrettanti mali, nè giusti, nè ne-cessari, se non ne seguiti un maggior bene. Ma spesso accadeche la pena, colla quale afforzar si vuole un moral precetto, siamaggiore della trasgressione, e che i mezzi, onde si eseguiscela legge, rechino, collo spavento, danno più grave che il male,il qual volcasi prevenire. Secondariamente la legislazione spessoè trattenuta dal pericolo di perseguitar l’innocente, piuttosto cheil reo ; il qual pericolo nasce dalla difficoltà di definire il delitto.Ma per meglio distinguere i confini veri della morale e della le-gislazione, uopo è rammentare la più ordinaria division dei do-veri; dei quali i primi riguardano sè, ed i secondi riguardanogli altri. Quelli cadono sotto prudenza ; questi, perocché in duemodi si provvede alla felicità di altrui, cioè col procacciargli quelloche può accrescerla, e coll’ astenersi da ciò che può menomarla,cadono sotto beneficenza e probità. Su questi tre punti la mo-rale ha bisogno della legge; ma non le chiede uguale soccorso.