Le regole della prudenza saranno sempre bastevoli di per sè sole:dal che può dirsi che quegli, il qual manca in ciò che vuolel’utile suo, non pecchi di volontà, ma sol di giudizio. Laondeil timore di nuocere a sè, dee credersi freno bastevole, per nondover aggiugner quello di un’ estrinseca pena. Solo potrà com-minarsene leggiera per notorietà scandalosa. La prudenza e laprobità sono naturalmente tra se legate; avendo sempre l’utilnostro una ragione in se stesso di non far male ad altrui, sia perpura benevolenza, sia per pietoso affetto, sia per desiderio dibuona fama. Ma poiché nella maggior parte degli uomini, permancanza di lumi, di forza e di morale sentimento, non puòstare la probità senza il soccorso della legge; dee a ciò supplireil legislatore, aggiungendo alla debole impressione del naturaleinteresse un interesse artificiale, più sensibile e più costante. Inquanto poi alla beneficenza è da dire che la legge può moltoestendersi rispetto agli obietti generali, come sono il recar sol-lievo ai poveri, ai dementi, agl’infermi, agli esposti; ma riguardoai particolari non può che lasciarne l’incarico alla morale e allareligione, che sono il compimento delle leggi civili. Perciò i le-gislatori hanno a queste affidata sempre la cura di allontanaree punire gl’ingrati; non potendo essila gratitudine comandare.V’ han però alcuni casi, nei quali è la particolar beneficenza unpubblico dovere, come 'l’aver cura d’un uomo ferito in tempodi notte, il recar soccorso ad un naufrago, l’avvertire chi in-cautamente si accosti il veleno alla bocca, c simiglianti; e per-ciò chi questo trascuri di fare, può aver pena dalla legge.
La qual prosa scrivea l’Accademico per mostrare, siccomedice nel proemio di essa, che la nostra lingua ben si acconciaagli argomenti morali. Di ogni altra materia può il medesimoaffermarsi, essendo questa lingua, come già con molta sapienzafu detto, somigliante alla cera, che atta è a ricevere, per la suamollezza e flessibilità, qualunque impressione. Ciò testimonianoi tanti libri, e di sì vario tema, scritti dai nostri maggiori; nei({unii vedi andar congiunta con la piena cognizione delle cosela proprietà e la eleganza delle voci e dei modi. Dai quali li-bri, massime da quei che riguardano le arti, o pochi vocabolitrassero i vecchi compilatori del Tesoro di nostra lingua, o af-fatto gli dimenticarono. Sono tra questi le Vite dei più eccel-lenti architetti, pittori e scultori di Giorgio Vasari ; onde la mo-