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temente il linguaggio come uno stromenlo analitico, ignorandonela teorica; che fino dal primo tempo, in che si prese a studiar lagrammatica, si vide la connessione tra essa e l’ideologia, ina nonsi ebbero successivi progressi; che stabilito un sistema grammati-cale, lodevole pei tempi, ma inesatto assai nelle definizioni, fu perlungo volger d’anni servilmente seguito; che in fine, solo nel tra-scorso secolo potè stabilirsi la sublime teorica del linguaggio, eformarsene quella scienza importantissima, che lia avuto posciatante luminose conferme, in ispecie dalla istruzione dei sordi muti,nella quale il celebre Sicard sottomise le regole della grammaticaalle operazioni dell’analisi. Il qual sistema per la evidenza deiprincipii generalmente abbracciato, indusse notevoli cambiamentinelle definizioni e nella nomenclatura grammaticale. L’Accademicointendendo a quelli che vuole il nostro Vocabolario , si accinge adaddurne gli esempi. Riprende egli in primo luogo la definizionedella voce addietlivo, posto ivi nell’ordine dei nomi ; e prova chenome e addiettivo sono due parti del discorso al tulio diverse; in-dicando questo non un subietto, com’il nome e il pronome; ma sìunicamente le modificazioni di essi. Non approva che si abbianoper pronomi le voci mio, tuo, suo, ed altre siffatte, ch’ei direbbepiuttosto addiettivi possessivi ed ellittici, quando si trovino sole.Considera pure i verbi che si dicon neutri, e neutri passivi, defi-niti nel Vocabolario per quelli che nè a maniera attiva si costrui-scono, nè a passiva; avvertendo rispetto ai primi, che, ammessaquesta dichiarazione, risulterebbe che i verbi aitivi, i quali siadoperano anche assolutamente, fossero da dirsi ad un’ora d’indoleattiva e di neutra; e riflettendo riguardo ai secondi, che la particellasi, che ad essi va aggiunta, e onde si dice trasferirsi la passione nellapersona operante, non è che una particella espletiva, o al più dinotail pronome se; ciò che renderebbe il verbo puramente attivo. Compieil suo dire con correggere la definizione del supino, che per luinon è tempo di verbo, ma modo; e quella del gerundio, ch’ei tieneper una modificazione, o per un caso dell’infinito.
Avventuroso può veramente dirsi il presente tempo pel Voca-bolario della più gentile tra le viventi favelle; dacché l’accrescerloe il correggerlo pare oggimai divenuta l’opera di tutta Italia . Ciò faassai lieta l'Accademia, che dal patrio studio grandemente vedeaiutato l’ufficio suo. Se non che ciò medesimo spesso la muove apiù alta riverenza dei suoi maggiori, mostrandole esser nate di