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abbondando i manoscritti esemplari d’errori ed arbitrii degl’igno-ranti copisti. Ciò si prova dall’ Accademico coll’ esempio della edi-zione delle Favole di Esopo , eseguita dal Berti. Prese questi perunica guida un manoscritto del secolo XY, che ha assai mende ;le quali però corrette sono quasi sempre dalla stampa fatta dalManni sopra un codice del secolo precedente : alla quale stampanon volle punto appoggiarsi il Berti, veggendo che gli esempliregistrati nel Vocabolario corrispondeano presso che esattamenteal suo esemplare. Non è però con questo da affermare, che talcodice citassero gli Accademici ; essendo noto che di uno si val-sero, che appartiene ora alla Magliabechiana , e che fu già di loropossesso, il quale è conforme al rammemorato. N’ avca pur unola Gaddiana, che or si serba nella libreria di S. Lorenzo, ed èdi lezione assai scorretta: motivo forse, onde non vi si ebbe ri-corso per la compilazione del Vocabolario . Vi fu bensì adope-rato quello, che per avventura dalla libreria Guadagni passò nelladoviziosa raccolta del Poggiali (2) : codice ben diverso dai nove-rati, e conforme al Biccardiano, che fu, non ha guari, messo in lucedall’accademico Rigoli. Quando poi dicesi che la edizione delManni emenda i più degli errori della stampa del Berti, già nonsi dice che sia essa in ogni parte corretta. Bensì con questa, ei detti codici gaddiano e magliabechiano, far si può tutta d’emen-data lezione. Promessosi dal collega il confronto del codice ma-gliabechiano citato dall’ Accademia , dà egli ora solamente un sag-gio di correzioni ad esso testo del Berti, togliendole dalla stampadel Manni più volte rammemorata.
Quanto si sollevò la lingua nel secolo decimoquarlo ; tantoessa scadde in quello che venne dopo. E se in ciò seguì essala natura delle umane cose, che nelle sommità star ferme nonpossono ; la seguì pure nel modo, ond’ elle procedono alla rovina,che a gradi si vede essere presso che sempre. Infatti gli scrit-tori del secolo decimo quinto, che nati erano in sul principiodi esso, o nel finire del precedente, al tutto non si mostraronoindegni di questo nome ; e perciò dar poterono, e or pur dar