rivolse l’animo alle terre straniere: fine unico, ond’è laudabile la-sciare a tempo la patria, di che ogni ben fatto animo sente gagliardala carità. Può solo però quel fine pienamente ottenere chi abbiainnanzi ben conosciuto il popolo, cui egli appartiene, e tenga al-tresì per fermo; esservi usi che un paese vuole ed un altro ricusa,e andar saviezza con follìa congiunta in ogni luogo. Gl’insegna ilprimo, or a conceder preminenza alle patrie istituzioni, or a ne-garla; consistendo il giudicio dal paragone delle cose: e lo guardail secondo dal laudar ciecamente, e ciecamente seguire ogni stra-niero costume. Libero da questo il Pindemonte per l’aggiustatezzadi sua mente, si addestrò a quello col cercare innanzi tutta Italia ;la quale, a riscontro dei formati giudizi, volle in sul ritornarvi, nuo-vamente percorrere. Quanto egli avesse prò dalla sua lunga peregri-nazione, mostrato è a maraviglia dal Sermone, cui diè appunto ti-tolo dai viaggi, e in che, pugnendo con motti festivi que’che sprov-vedutamente accintisi ad essi, peggiori d’animo, o più ridevoli tor-nano in patria, ne tocca i modi onde averne profitto. Il qual Sermone,tra per questo, e per la filosofia e la dottrina onde in copia vaadorno, ha primo luogo tra gli altri di lui; nei quali però ammiriugualmente e grazia ed eleganza di stile, e gentilezza d’idee, eurbanità di sali: pregi che in sue scritture non può trasfonder per-petui, se non chi viva d’un’anima placida e soavemente ingegnosa.E tale in verità si fu quella del Pindemonte ;che ne diè anche piùschietta l’effigie nelle Prose e Poesie campestri, e nell’Epistole inversi. In quelle, ch’ei dettò in salute mal ferma nel suo villaggiod’Avera, vedi un uomo che, al tutto libero da signoria di passione,inteso è unicamente ai fisici obietti che lo circondano, e ai senti-menti del cuore, che in ampio e schietto aere più puri e più liberine par muovere i palpili. S’egli salga in sull’alta cima del monteirradiato dalla viva luce del maggior astro; mira con gioia adu-narsi le nubi, e farsi tempesta sotto i suoi piedi. Se disceso si ag-giri per la foresta; non aspira punto alla cognizione scientificadella natura, per tema che l’incanto del suo gradito spettacolo nonsi raffreddi, e non gli si faccia minore: c pervenuto a sera, piùvolentieri tramontar vede il sole, che nascere noi vedesse; pen-sando che tutte cose belle sembrano a noi di maggior pregio e piùgrandi, allorché ne fuggono e ne abbandonano. Lieto di questi edi somiglianti diletti, non sa intendere come gli fuggano i piùdegli uomini, e come alcuni di loro tanto si affannino per 1’ amor
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