legali dottrine. Laonde non dovrà argomentarsi dall’avversione diloro, che le lettere andar non possan unite a giurisprudenza; che purstette ad esse strettamente legata e in Cino , che fu giureconsultosómmo, e lirico tenero ed elegantissimo; e nel Poliziano , che con-frontava e correggeva in mille luoghi le Pandette, ed insieme re-staurava il buon gusto coll’ esempio e i precetti, fondava la criticaclassica, e dettava squisitamente in verso ed in prosa, nella linguade’ Greci, nella latina c nella nostra; e, per tacer d’altri non pochi,nel Gravina, che educava alla prima gloria drammatica il Meta-stasio, e scrivea della Ragione poetica e della tragedia col plausostesso che dell’Imperio e dell’Origine del Diritto.
Di quel delle genti in terra ed in mare trattò il Collini; e loden’ ebbe dal pubblico, e onore d’aurea medaglia e di benigne pa-role dalla Maestà del re di Prussia Federigo Guglielmo. Non altroche un prodromo è lo scritto rammemorato; ma bozzetto di quadroche non si sia poi fatto, mostra bene come sarebbe questo riuscito.Nelle varie materie delle quattro parti, in che il prodromo si di-vide, sempre è bell’ordine e buon criterio. Umanissimo si pare ilfine, eh’è quel di mostrare come ridur si potrebbero a leggi ob-bligatorie, e a regole ferme di universale condotta,quelle massimegiuste e generose, che han già ricevuto e salde mantengono i po-poli più culti della terra ; e assai ne piace, che nella giusta consi-derazione dei delitti e delle pene s’inchini a benevolenza, cui s’af-fida bene la durata dei reggimenti.
Fatto pubblico il Prodromo in pochi esemplari di splendidis-sima stampa, fu poi dal Collini medesimo posto in testa delle sueOrazioni civili e criminali, di che ora prendo a parlare rapida-mente e generalmente. Perizia io vi scorgo grandissima d’ogniparte del diritto romano, e altresì conoscenza vasta degli autoridi trattati legali, e di quelle decisioni che sono celebri, e dannonorma ai giudizi, perchè l’ebber esse dalla verità della scienza edalla ragione. Col sapere veggo andar congiunta quella forza d’in-gegno, onde alle materie si dà bello ed opportuno sviluppamelo;e trovo energia, vivacità di concetti c di parole, liberi detti tem-perati da urbanità, acutezza di discussione, e quei modi pugnen-temente ironici, di che piaciuti si sono in ogni tempo i difensoriottimi allin di deprimere i loro avversari.
Ma questi pregi sommi e gli altri minori, ch’io non rammento,sentono danno da alcuni difetti di opposta natura, che qua e là