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all’ opera, o incominciala la lascia, non potendo alle fatiche suodar fidanza di vita durevole: mira e conforto d’ogni scrittore, segeneroso abbia l’animo ed elevato. Di che io lodo molto il Tri-vulzio:non potendo punto far plauso a quelli, che sentendo sè fa-cili a verseggiare, lieti vi si danno ed assidui; senza por mente algrandissimo spazio che sta tra loro e quei sommi, cui essi mede-simi, nemmeno in fortissimo accesso d’amor proprio, oserebberocompararsi ; e senza pensare, che di quest’arte maravigliosa vivePottimo unicamente, poco curasi il buono, se non sia esso di ungenere nuovo o del bisogno, e il mediocre quasi in men che ba-leno disperdesi affatto.
II Trivulzio venne in onore per altre vie. Rispetto all’ amordel sapere, di che or dianzi io toccava alcun poco, dirò seguitando,che egli per esso fece viaggi in Italia e fuori, e conversò e tennecarteggio co’celebri uomini del nostro tempo. Nè già estimò eglimeno o s’alienò da alcuno di quelli che tra sè pugnarono in aspragara, e detter grand’ opera a menomarsi i meriti; sapendo eglibene, che nel calor delle dispute così si annebbian le umane menti,che difetti per esse si credono i pregi, e pregi i difetti; e non dirado avvenire che il riprensore e il ripreso commendati giunganoai posteri; come giunto v’è insieme con Socrate ed Euripide quelbizzarro spirito d’Aristofane , che gli rendè in sul teatro argomentodi riso al festivo popolo d’Atene .
Nè per sola brama di più sempre erudirsi usò co’dotti il Tri-vulzio , o ebbe con essi commercio di lettere; ma volle eziandioprocacciar loro il modo, onde più sè stessi illustrando, recasserutile al sapere italiano . Da questa nobile volontà, il dispendiosoacquisto di preziosi codici; di vetuste e rare edizioni, che ne ten-gono vece; di monumenti insigni dell’arte antica, della rinascentee dell’adulta: co’quali tesori crebb’egli pur lustro a quelli giàraccolti dagli avi, ed ebbe in riverenza la gloria d’Italia , cui si faimmedicabil ferita quando, per sete o ricuperamento dell’oro chevuol dispergersi o s’è disperso in lusso e delizie, se ne mandanoi cimeli ai doviziosi stranieri ; che ben sovente gli raccolgono apompa, e in laudargli e farne altrui noto il luogo, onde venneroa loro, non ad altro han rivolto l’animo, che a deriderci ed insul-tarci. Che il Trivulzio con quelli acquisti mirasse all’utile dellelettere e delle arti nostre, fatto è palese da non pochi libri usciti aluce non ha guari di tempo, che odi tutta materia o di parte indi