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tratte e illustrate, sono composti. Io qui non gli novero, essendocerto a voi noti, e fatta avendone ricordanza l’uomo chiarissimoche dettò breve, ma ingenuo scritto, ad onore di questo nostroCollega benemerito. E benemerito lo dico io con fiducia, conside-rando, tra’libri accennati, que’che concernono al nostro idioma; iquali, o con suo auspicio o con suoi lavori, sono venuti alla lucedelle stampe. Ha tra questi ultimi primo luogo il Cornuto di'Dante.La qual prosa, lodata tanto, e a ragione, da Giovanni Villani e dalBoccaccio , e che sì nei codici e sì nelle edizioni dello scorso tempoha assai più strazi che l’Achemenidc virgiliano, pare cosa presso chenuova nella splendida ristampa del Trivulzio: alla quale, se alcunerudito ha fatta alcuna osservazione, e altri altre per avventura farne potrebbe; non è per questo da moverne biasimo; incontrando dirado che, ad un primo nettamento, al tutto tolgasi un grande im-bratto. Della quale edizione, in che più puro si rese il Convito conl’esame diligentissimo d’assai testi, e con correzioni che o fonda-mento han nelle mende, o son chiaramente volute dal senso, la pri-ma lode è dovuta al Trivulzio. Lo afferma il memorato eruditoche di lui scrisse, e dee tenersi per vero il suo testimonio, siccomedi quello che da esso Trivulzio e dal celebre Monti fu fatto terzonella malagevole impresa (1).
Questi meriti del Trivulzio ebbero il colmo dalle virtù reli-giose, onde rifulse in tutta la vita, e ond’ebbe nell’ore di morte,avvenuta il 29 marzo di questo anno, quella beata tranquillità,che solo ha origine dalla memoria dei buoni fatti.
Per le quali cose voi, io giudico, conchiuderete meco; che ilTrivulzio rappresentò bene la sua parte d’illustre e di ricco: ed
10 così prendo speranza di averlo laudato con quel gener di lodeche era da esso.
La lode però che alcuno si acquisti col rappresentar bene laparte affidatagli, superata è da quella del generoso che più fa che
11 dover gli prescriva. Ciò io dico tenendo volto il pensiero aGiuseppe Grassi, che nato in Torino il 30 novembre del 1779 ,quivi medesimo uscì di vita il 22 gennaio dell’anno che or corre.Latto egli, ed assai presto, segno dell’avversa fortuna, e tocco poi
(I) *Fu questi il eh. Gio. Ant. Maggi.