390
altresì a continua frase: noi tal militare arnese o tal modo dipugna chiamiamo altramente.
Che la scienza d’un’ arte aver si possa senza conoscerne lapratica, è cosa per mille fatti notissima; siccome egli è mani-festo per la ragione, che ogni buon libro più riesce facile adintendersi che non fosse a comporlo. Or del solo intendere hamestieri il compilatore d’un Dizionario ; nè perfetta teoricadebhe in lui ricercarsi, nè pratica. Ciò che gli abbisogna traeesso dagli scritti di quella ; e di ciò che ivi manca, o ben noncomprende, interroga i pratici; mettendo dipoi in buon dettatoquello che questi il più delle volte rozzamente gl’ insegnano.Che poi il Grassi, ov’ era luogo alla scelta, non mal si appo-nesse in preferire alle voci degli altri dialetti d’Italia quelle delnostro ; è dimostrato appieno dall’ indole d’esso, che si levasu’ rimanenti italici, come il canto dell’ usignolo supera il cantodegli altri uccelli, e che dai dotti della penisola scelto si è divolontà per le nobili scritture.
Del resto, come non si disanimò il Grassi per le dette cen-sure; così per le lodi, di che molti l’ornarono, non si rimasecontento a ciò ch’avea fatto. Ritornò tosto al suo libro; e infatica disumana, com’ei la chiama, di dodici anni ne corressegli errori, più che al doppio ne accrebbe i vocaboli, e a tuttiessi diè autorità con esempi di accreditati scrittori. Il Saggioche di quaranta voci consiste, e che si rese pubblico nell’ An-tologia di Firenze (3), fa desiderar la stampa di tutto il mano-scritto, che ha già avuto esame ed approvazione dalla R. Acca-demia delle Scienze di Torino (4).
Tra gli autori che vi si citano, ha peculiar luogo il Mon-tecuccoli; quel fortissimo duce, che scrisse della guerra conquell’ animo istesso, col quale la esercitò ; e delle cui opere feceil Grassi una ristampa, la quale se dalla precedente del Fosco-colo è superata in splendidezza; che in vero è ciò, onde nonsi provvede al bene degli studiosi, che malagiati sono il piùspesso ; vince però essa questa per veri pregi. Intero e corretto