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raro ingegno e somma dottrina, e ornamento da facilità ed evi-denza di stile, e da eleganza e pulitezza di lingua. Si divide in treparti. Indica la prima, avutane scorta da osservazioni lunghe edaccuratissime, quelle leggi eh’ è manifesto aver seguito naturanel movimento e corso dei fiumi: dice la seconda delle supposi-zioni e dei sistemi che immaginaron gl’idraulici, e dei tentativiche per loro si fecero, affine d’indagare i fenomeni e spiegarnele cagioni; e rende conto la terza di que’particolari, onde accom-pagnate furono l’esperienze dell’autore, che risponde altresì, evittoriosamente, a tutto quello che opposto siasi o possasi opporrea’suoi pensamenti. Non calcoli algebrici, non figure geometrichein questo libro: tutto v’è a tutti renduto chiaro con ragioni facili,con immagini e paragoni di cose che ognuno conosce. Ciò mede-simo avean fatto tra’nostri l’Algarotti, rispetto alla luce e ai co-lori, e il Cagnoli per le dottrine astronomiche. Ma è il Mengottipiù spedito e più gaio che il secondo, ed ha vezzi studiati menoche quelli del primo. Gli vince pure in utilità; che ove la materiadi loro può co’ loro scritti venir solo in notizia d’altrui, quelladel Saggio sulle acque correnti, che molto consiste di sperimento,può eziandio trarsi all’uso, e pur accrescersi mercè d’ulterioriosservazioni; ch’è ciò, cui specialmente mirava il Mengotti, comeafferma egli stesso.
Alla mente limpida di questo potente scrittore avea già apertocampo vastissimo l’Accademia economico-agraria della città no-stra col problema, in che dimandava ; se in uno stato suscettivod’aumento di popolo e di produzioni di suolo, fosse più van-taggioso l’indirizzare le leggi al favor delle manifatture con alcunvincolo sul commercio dei generi grezzi, ovvero il lasciar questiall’intera e perfetta libertà di commercio naturale. Che il secondodovesse farsi e non già il primo, indicato era a bastanza dallastoria infelice del Colhertismo; per cui mentre Francia , sottomessaall’arti l’agricoltura, tenea per certo, inviando agli esteri le pro-prie manifatture, e chiudendo l’adito a quelle di loro, di poterfar suo l’oro e l’argento di tutta la terra, vide all’opposto, ed intempo brevissimo, prima rimaner senza prezzo quelle derrate, diche si vietava l’esportazione; poi scemar esse grandemente, fug-gendo dalle campagne in miseria ed avvilimento gli agricoltori, eriparandosi alle città pe’servigi del lusso; ed in fine venir piùspesse che innanzi e più disastrose le carestie. Dice la storia che