120 RAGIONAMENTO
Per assai meno condannò Moliere il sonettod’Oronte nel Misantropo.
Io son d’opinione che molti amino questeforme di dire così ingegnose, perchè par loroche senza esse non possa farsi ragionamentobello e degno di piacere ; e stimano che quellelasciandosi, debba lo stile riuscir basso, vi-le , ordinario, e non conveniente alla gran-dezza delle persone che parlano ; ma di ciòsi ingannano; e la cagion dell’inganno credoche sia, perchè non hanno abbastanza studiatele bellezze dello stil puro, semplice e grave ;le quali se studiate avessero, intenderebbonofacilmente come possa farsi un ragionamentobellissimo e nobilissimo senza quelle formericercate tanto e tanto affettate. Con quantagrandezza d’animo, e come signorilmente par-lano Alceste , Ecuba, Polissena in Euripide ,e pure con quanta semplicità ! A me pare cheSofouisba parli assai nobilmente e da Reina,benché non mostri tanto ingegno quanto Ci-mene.
Essendosi detto che lo stile della tragediadee per lo piti esser puro e semplice, quantun-que grave, domanderanno alcuni, perchè debbaessa scriversi più presto in versi che in prosa.E son di quegli che diranno, non poter maiparer vero che gli uomini pigliando consiglio,e trattando altari, parlino in versi; e aggiun-geranno, la poesia essere un’arte di imitare,e che però tanto sarà più perfetta, quantopiù perfetta sarà l’imitazione , la quale allorasolo si stima esser perfetta quando si accostaal vero per modo che pare il vero istesso ; il