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ribalderie, dovrà la commedia rivolgersi aquei viziosi, i quali -sebben sono malvagi edegni di odio , fanno però anche ridere, comel’avaro, l’ipocrita, il presuntuoso ; et a quelli,i quali benché non abbiano malvagità in se,hanno però difetto che sta male, e dee emen-darsi , come il misantropo, l’importuno, ilcollerico.
Fin qui abbiamo detto che cosa sia la com-media , e qual fine abbia, e quai vizii deb-ban per essa correggersi. Ora tre parti pos-sono in essa principalmente considerarsi, nèpiù nè meno, come nella tragedia ; cioè ilfatto che si rappresenta, et anche favola sichiama ; il costume delle persone che entranonel fatto; e lo stile, cioè le sentenze e leparole di cui le persone si servono ragio-nando tra loro. Diciamo della favola.
Cinque condizioni ricercansi alla favola nellacommedia, e sono quelle medesime che lesi ricercano anche nella tragedia, benché indiverso modo, come potrete accorgervi perle cose che appresso diremo. Vuol dunquela favola nella commedia esser una e conti-nuata, ed oltre a ciò verisimile, maravigliosa,affettuosa. Come io vi avrò spiegate questecinque condizioni, secondo la debolezza del-l’ingegno mio, crederò aver detto della fa-vola abbastanza. Comincio dalle due prime,cioè dall’unità e dalla continuità.
Egli è chiaro che il fatto che si rappre-senta , non può nè dee essere tanto sempliceche non si componga di molti accidenti, iquali , seguendosi 1’ un 1’ altro, diano alla