t44 ha giovamento
sono per lo più fredde, e quasi sempre vili
e plebee ; e ben fece di astenersene nel Fir
locolo.
Ed oltre che è assai difficile il dar precettidelle facezie, è molte volte anche inutile ilproporne gli esempi ; perchè tal facezia avràfatto ridere essendo detta a quel tempo , inquel luogo et a quel modo , e ridotta poi iniscritto appena che farà ridere, e non saràquasi più facezia , massime se colui che leg-ge, non sappia mettersi con l’animo in quellecircostanze medesime in cui la facezia fudetta. IN è per questo però Fascera io di re-camene qui alcuni esempi che parnii averletto una volta ne’ maestri di rettorica, coiquali avrò comune la colpa, se vi parva chepoco vagliano. Metterò in primo lu-.go quellapronta risposta che fu data al re Pirro , ilquale sgridava due soldati, che cenando in-sieme avevan detto gran male di lui; a cuil’un d’essi rispose: Signore, se non finivaquel fiasco di vino che noi bevevamo, noiavremmo detto anche peggio. Rise Pirro, eIo sdegno depose. Similmente falso et urbanoparve il detto di colui, il quale alzandosicon gran pena dal letto, Quanto, disse, mipiacerebbe che ìa. pigrizia fosse una virtù!Parve anche bello il detto di Scipione, ilquale , avendo certo Metello quattro figliuolii quali, secondo che erari minori di età ,erau anche di più tardo ingegno, Se la ma-dre , disse , partoriva il quinto , partorivaun asino ; e quello di Cicerone , il qual, di-cendosi che certa fendila era nel trentesimo