Band 
Volume I.
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TERZO. l4g

escludervi dalledilità, ma vi ha escluso. Poiconforta Laterense a non prender di ciòaffanno maraviglia. V'oi, dice, avete fattebellissime e grandissime e onoratissime im-prese, ma voi le avete fatte in Asia ; e sap-piate che in Roma niuno ne ha parlato. Uditequello che a me pui'e intervenne. E qui narraCicerone con maravigliosa festività e graziaciò che gli avvenne a Pozzuolo, dove sceso,essendo quivi un gran numero di cittadiniromani, avvisava che ognuno gli sarebbe uscitoincontro per rallegrarsi con lui de grandi onorifattigli in Sicilia , donde allora veniva , e diceche trovò appena chi lui sapesse essere statoin Sicilia .

Ma già mi avveggo dessere stato nellesporquesti luoghi troppo lungo , perciocché io nonebbi già in animo di esporgli, ma sol di ac-cennarli , acciocché chi vuole, possa leggerliin Cicerone istesso. E quindi è che notandoglicosì, come mi passavano per la memoria, nonho meli creduto necessario di riferirgli consomma fedeltà, e molto manco di esprimerequella festività e quella grazia che è in Cice-rone; il che sarebbe difficilissimo a tutti, ea me molto più che non vi ho disposizionniuna. Chi poi volesse altri esempi di questafestività continuata di cui parliamo, molti sene troverebbono in libri di novelle e in altrisimili. 11 Decamerone ne sarebbe pieno, se lalaidezza e la viltà non ne guastasse una granparte. I dialoghi, se sieno ben tessuti e conarte, ricevono volentieri la festività, e quasila esigono. Quanto sono gioconde quelle