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Volume I.
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150
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l5o RAGIONAMENTO

interrogazioni improvvise, quelle risposte ina-spettate, quellavvilupparsi luno ne gli argo-menti dellaltro, e confondersi in ciò che eglicredea più chiaro, e mille altri artifici) propriimassimamente del dialogo, con cui spiegandosisottilissime cose, si spiegali con gioja et al-legria ! Il Cortegiano del nostro Castiglioneè tutto pieno di questa nobile festività, laquale egli prese da dialoghi di Cicerone , eCicerone lavea presa in gran parte da Pla-tone , sebben Platone si valesse dell ironiamolto più che quegli altri non fecero. Rivol-gendo simili autori , e leggendogli spesso ,potrà ognuno facilmente intendere che cosa siaquesta continuata festività tanto rara , ed an-che avvezzarsi ad usarlasuoi ragionamenti,se vi sarà da natura disposto.

Benché però si consideri la festività, o gio-condità , se così vogliami nominarla, ne ragio-namenti principalmente e d ordinario , non èche non possa, a mio giudicio , considerarsianche nelle cose ; che di vero n ha alcuneper se stesse tanto gioconde, che quantunquela grazia di chi le espone, ne accresca dimolto la giocondità , non lasciali però diesser tali, a qualunque modo si espongano.Di questo genere sono quelle che chiamamiburle o beffe che gli uomini fanno talvoltaluno allaltro nelle oneste e gentili compa-gnie. Io non so se alcuno ne abbia dato re-gole assai certe e determinate. Monsignordella Casa lo ha certamente tentato, e ilCastiglione altresì.

A me basta ora di avvertire che ogni burla