l5 2 SAGIONAMEÌN'TO
arroglierò di far quello che i grandissimi mae-stri, per quel ch’io sappia, non hanno ancoratentato. Solo per darne alcun saggio, dirò,quel genere di burle essere giocondissimo,quando riceve inganno colui, che confidandomolto nella sua accortezza, si credea più si-curo di non dovere essere ingannato ; e quel-l’altro genere similmente, quando colui chetu vuoi burlare, sta su le guardie, e ponmolti mezzi per non esser burlato, e queimezzi stessi che egli pone, servono a mag-giormente burlarlo. E anche assai giocondala burla, quando colui che la fa, rimane bur-lato egli. Io sarei troppo lungo se volessi an-dar dietro a tutte le forme del burlare cheposson raccogliersi dalle commedie più ec-cellenti di Plauto, di Terenzio , di Moliere .Lascerò che altri pigli questa fatica.
Molto dunque alla festività o gioconditàcontinuata servon le cose che sono per sestesse gioconde, come le burle, ove si espon-gano con bel modo, o per via di racconto,o per via di rappresentazione. Alle burle pos-sono aggiungersi altri accidenti che alcuniforse non chiamano burle; ma hanno peròin se qualche cosa di inaspettato, e conten-gono maraviglia senza grave noja, e piac-ciono sommamente. Entrano in discorso traloro quei due con mille dimostrazioni di ri-verenza e rispetto, e con mille cirimonie ;indi a poco, riscaldandosi gli animai per lievecosa, finiscono in villanie. Quel frettoloso in-contra ad ogni passo chi lo trattiene. Quelgeloso s’ adombra quando meno dovrebbe. Le