TERZO. 1^7
commedie dei gran maestri. Terenzio fu, a miogiudicio, graziosissimo. Plauto partili che diatroppo .spesso nella buffoneria ; e son contentoche così mi paja, giacché così parve anchead Orazio. Moliere in quelle commedie cheegli ha fatte , seguendo 1’ ingegno suo , è statotanto grazioso , che io non so talvolta per-chè io non lo eguagli a Terenzio ; benchénell’ altx-e che egli senza dubbio avrà stimatemeno , e le ha forse composte in fretta perservire al capriccio del popolo o della corte,è stato buffone oltre modo ; intanto che Boi -leau non riconosce nelle furberie di Scapinol’autor del Misantropo. Comechè sia però,molto si può apprendere da tutti e tre questiautori, purché vi si adopri avvertenza e giu-dicio, col quale potrà apprendersi anche moltodall’Ariosto .
E certo che non solo ne i detti, ma ancornelle cose, è da distinguersi la grazia dallabuffoneria; e benché sia difficilissimo il se-gnare i termini sì dell’ una come dell’ altra,bisogna però studiarsi di averne un certo talqual sentimento, per non ricambiare lunacon 1’ altra, siccome molti fanno ; perciocchéla grazia sta bene e piace in ogni cosa ; labuffoneria appena che stia bene e piace inalcune ; anzi, ove sia lunga e ricercata, nonpuò piacere in cosa veruna, se non se aquelli che niun sentimento hanno di gentilez-za. Io non vorrei dunque che si cercasse dipiacer tanto a gli spettatori con le cascatedi Arlecchino , coi travestimenti della Fran-ceschina, con le bastonate di Pantalone , e