l6o RAGIONAMENTO
rimettersi del tutto a i recitanti ; così chepiacendola commedia, s’abbiano a lodar que-sti , e non egli. Anzi dovrebbe comporla dimodo che potesse piacer grandemente ancheleggendola: e siccome allora quando una com-media recitata piacque, se letta non piace ,può farsi argomento che la commedia sia cat-tiva , quantunque la recitazion fosse buona ;così all’incontrario può argomentarsi che lacommedia sia buona, se letta piace, quan-tunque recitata alcuna volta non sia statapiaciuta, potendo ciò essere avvenuto perla recitazione non buona ; intanto che io en-tro in opinione, che se le commedie di Mo -liere recitate in Italia meno piacciono che inFrancia, ciò avvenga perchè forse in Fran-cia le recitari meglio. I recitatori italiani ,quantunque eccellenti, avvezzi però a rap-presentar cosi spesso buffonerie, non son granfatto disposti a quella grazia. Et io sperereiche piacer dovesser moltissimo anche le com-medie di Terenzio , se sperar potessi di averrecitatori eccellenti, e simili a quelli che forsefurono anticamente in Roma : ma io temo,che siccome gli antichi ci furono di granlunga superiori in tutte le altre arti di cuici resta qualche opera, come nell’ architettu-ra, nella scultura, nell’eloquenza, nella poe-sia; così anche fossero nell’arte del recitare,di cui non resta memoria niuna onde formargiudizio sicuro di quell’ antica eccellenza.
Ma lasciando queste considerazioni, chesono ora mai troppo lunghe e forse inutili,e restringendo il tutto in breve, dico che a