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commedia nè più nè meno lo stesso esito ;pur vi sta bene l’ostinazione di cpiella vec-chia, rendendo la favola più gioconda. Perla stessa ragione può perdonarsi nell’Andria l’inutilità de’primi tre atti, se pur voglianodirsi inutili, essendo pieni di tanta giocondità.
A questi accidenti, per cui la favola siconduce al suo fine, sta bene di essere ma-ravigliosi. Io lascio stare ora quel matavi-glioso semplice che consiste in una cosa sola,la quale da niuna altra dipende, ed è per sestessa strana e fuor dell’ uso ordinario, comese si introducesse un gigante, un nano, odaltra simile mostruosità ; il qual maraviglioso,se troppo spesso si usasse, mostrerebbe nelpoeta mancanza d’arte; dico d’un altro ma-raviglioso che mostra assai più ingegno, esuol dirsi composto; ed è quando si aceop-
f u'ano insieme con verisimilitudine due cosee quali per altro pareva che accoppiare nonsi potessero, come quando da una causa sifa nascere un effetto o contrario, o diversomolto da quello che parea dovesse nascerne ;il che se molto giova nella tragedia a farlapiacere, gioverà anche allo stesso modo nellacommedia. Quanto piace nella Scuola delledonne il vedere che per la semplicità diAgnese e di Orazio , per cui pareva che do-vessero rimaner ingannati essi, rimanga in-gannato Arnolfo !
A questo maraviglioso composto, che tantopiace, sarà molto utile 1’ agnizione sì nellatragedia, come nella commedia; la qual agni-zione , come altrove ho spiegato, consiste