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figliuolo, e come di questo non so lodar Te-renzio , così nè anche lo lodo del non averSaputo finir la commedia se non per mezzodel crudelissimo comando fatto già a Sostratadal vecchio Chremete.
Crescerà anche la benivolenza de gli ascol-tanti verso quella persona che loro è grata,per 1’ opposizione d’ altra persona che siaodiosissima ; perciocché comincierassi ad amarquella anche in odio di questa. Oltre che iltristo fine che aver dovrà la persona odiata,aggiungerà un piacer nuovo a quello che na-scerà dal lieto fine della persona che si ama.E difficile nella commedia del Tartuf nonporre affetto a Valerio ed a Marianna, e nonpigliare odio verso Tartuf , e non rallegrarsinell’ultimo che la lieta avventura di quei duegiovani venga per l’oppression di costui.
Io non vorrei già però che l’odio versol’uno , e la benevolenza verso 1’ altro di tantostringesser gli animi e gli commovessero, chela cosa passasse ad una somma serietà, ondenon potesser soffrirsi le burle; perchè questenella commedia si stimano necessariissime. Peraltro .non dee trascurarsi quel diletto che na-sce dal porre affetto a qualche persona, edal vederla per un felice trasmutamento dicose recata a fine prospero. E tanto può negli animi un tal diletto, che io porto fermaopinione che questo solo, senza altra giocon-dità , potrebbe far piacere una rappresenta-zione anche al popolo, purché egli vi fossealquanto disposto, e andando al teatro nonportasse seco l’aspettazione delle buffonerie;